lunedì 17 dicembre 2012

Al compleanno del mio amico.

Sabato sera ho partecipato, come infiltrato, al compleanno di un mio amico che per "motivi di lavoro" da qualche tempo si è trasferito.
L'atmosefra della festa è quella classica della cena a sorpresa fatta in famiglia, siamo stati accolti con molto calore dalle persone che ci conoscevano, il fatto di essere gli unici "estranei" questa volta non mi ha pesato, grazie anche a loro.
Quando è arrivato il festeggiato la mia mente si è affollata di pensieri e ricordi, comunque lui era in forma dai, come sempre grazie alla sua grande capacità di coinvolgere tutti e di capire lo stato d'animo delle persone (o almeno il mio) non si è soffermato su ricordi o altro ma è subito passato ad un gioco che a giudicare dalle riste di grandi e piccini ha coinvolto tutti, come sempre dopo il gioco la condivisione e poi la testimonianza.
In quest'ultima fase la mia parte più attenta (Nadia) ha subito evidenziato che le frasi di chi parlava erano le stesse che una volta avevamo pronunciato noi come segno quasi di un natuale proseguimento del lavoro di questo amico che opera allo stesso modo in qualunque posto va.
la precisazione della Nadia a fatto si che mi concentrassi di più sulle parole e sulle persone che sul complessivo della sera, grazie.
dopo le parole abbiamo visto con i nostri occhi quello che di materiale era stato fatto........un'inconfondile marchio di fabbrica, ma la cosa sorprendente è stata la gioa con la quale i ragazzi ci spiegavano fin nei minimi particolari tutte le operazioni che avevano reso possibile il bel risultato della cappellina come del presepe.
mi sono dimenticato di dire che questo mio amico è malato, la sua mallatia è molto contagiosa e in poco tempo ha fatto il suo dovere nei cuori di molti come allora lo fece nei nostri.
come sempre alla fine arriva il regalo (anche questo un déjà vu) un bel paio di sandali nuovi come a dire "voglia a camminare" o "guai a te se ti fermi" o "la strada e lunga ci vogliono suole nuove".
dopo i saluti e i ringraziamenti a tutti in macchina il mio stato d'animo era molto combattuto, umanamente era triste perchè anche se la distanza è poca e ci sono mille modi per sentirsi anche tutti i giorni la vita con i suoi ritmi tende sempre ad allontanare, cristianamente però ho riconosciuto il grande progetto affidato a questo amico quello di portare Gesù nel cuore di tutti i fratelli che incontra e vi posso giurare che lo sa fare, buon lavoro amico mio.

Luca.

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