Al
Corso Nuova Vita, ho vissuto un’esperienza forte, incisiva, di profondi
cambiamenti … ma soprattutto ho maturato una nuova consapevolezza:
lo
Spirito Santo percepito non più come forza, energia, sensazione di benessere,
elementi che nell’immaginario collettivo identificano lo Spirito … ma come
persona, presenza costante, che se l’accolgo mi guida e si prende cura di me.
E
… seguendo il suggerimento di Don Samuele, ho scoperto una preghiera benefica:
al risveglio ogni mattina oltre a dire il mio buongiorno al Padre e a Gesù,
rivolgo il mio saluto allo Spirito Santo, ed è questo dialogo che mi permette
di sperimentare che ciò che Gesù aveva
detto ai suoi discepoli, è riservato anche a me: “Se mi amate, osserverete i
miei comandamenti e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito
perché rimanga con voi per sempre”. E’ la presenza dello Spirito Santo che mi
fa guardare la mia storia, gli altri e la realtà che mi circonda con gli occhi
di Gesù e mi permette di compiere cose straordinarie nella mia quotidianità!
Se
dovessi trovare una metafora al corso… lo identificherei con un vulcano: gli
insegnamenti, le testimonianze e le varie dinamiche hanno provocato fermenti ed
esplosioni … mi sono liberata di pesi inutili e sicuramente vecchie ferite
hanno cessato di “sanguinare”. E che dire poi… di quell’etichetta che ho
attaccato allo specchio della mia camera: “Quella che hai davanti a te, è la
persona più amata da Dio”…. E’ a questo lasciarsi amare da Dio che spesso
opponiamo resistenza, ho scoperto che per me il difficile non era tanto amare
Dio, quanto lasciarmi amare da Dio!
Questo è il secondo appuntamento di Nuova Vita, a cui Gesù ha voluto
invitarmi: la prima volta mi è servita per tornare al Padre, quel padre
misericordioso che mi aspettava per regalarmi un abbraccio benedicente. In
questo corso, Gesù ha voluto che io entrassi in relazione con Lui in maniera
più profonda attraverso la presenza dello Spirito Santo.
Meditando
sul dipinto di Rembrandt “il ritorno del
figlio prodigo” ho potuto constatare come nella mia vita sono stata quel figlio
che è vissuto “33 anni” lontano dal Padre, sperperando doni e ricchezze, mi
sono immedesimata in quel ritorno e in
quell’abbraccio misericordioso; altre volte mi sono sentita quel fratello
geloso e sicuro dei propri meriti che si permette di giudicare, quel figlio che
pur rimanendo a casa è diventato superbo. Credo che una delle mete del mio percorso terreno sia quella di
aspirare a diventare come quel padre: pieno di misericordia e amore, disposto a
perdonare qualsiasi ingiustizia subita, e sarà lo Spirito Santo a guidarmi in
questa conquista. Voglio rivolgere un ringraziamento particolare a tutti i
predicatori, i loro insegnamenti sono risultati veri, reali, li ho vissuti non come qualcosa calato
dall’alto, ma frutto della relazione tra
la Parola e la
loro esperienza di vita, sono queste le testimonianze che ti permettono di
rileggere la tua storia e di scoprire le meraviglie che Gesù ha compiuto.
Messaggio
in codice: “è vietato uscire di casa senza in testa la kippah!
Anna
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