venerdì 17 febbraio 2012

Insegnamento 185.


CELLULE PARROCCHIALI DI EVANGELIZZAZIONE
Foglio per l’approfondimento  
185° INSEGNAMENTO


I martiri di Abitene
 
 

 

 Riassunto dell' insegnamento


Vittoria disse al proconsole Anulino: “Ho assistito alla riunione e ho celebrato con i fratelli l’eucarestia domenicale perché sono cristiana”. Il proconsole disse a Saturnino: “Andando alla Messa hai agito contro le prescrizioni imperiali e hai riunito tutte queste persone in casa tua!”. Saturnino che era il sacerdote ispirato dallo Spirito Santo così rispose: “abbiamo celebrato l’Eucarestia domenicale senza preoccuparci delle sanzioni perché la Messa non può essere tralasciata”. Il proconsole si rivolge poi a Emerito e gli dice: “Anche in casa tua sono state tenute riunioni contro il decreto imperiale?”. Emerito ripieno di Spirito Santo rispose: “Noi cristiani non possiamo restare senza l’Eucarestia domenicale”. A Felice il proconsole così si rivolge: “Non far sapere se sei cristiano. Rispondi solo se hai partecipato a tali riunioni?”. Ma Felice ribatte: “Come se il cristiano potesse esistere senza l’Eucarestia domenicale o l’Eucarestia domenicale potesse essere celebrata senza il cristiano! Non sai dunque, o Satana, che il cristiano trova il suo fondamento nell’Eucarestia domenicale e l’Eucarestia domenicale nel cristiano così che l’uno non può sussistere senza l’altro? Quando senti il nome di cristiano, sappi che si riunisce con i fratelli davanti al Signore. Noi sempre ci siamo riuniti per l’Eucarestia domenicale e per leggere le scritture del Signore”.
(Atti dei Martiri)


I primi cristiani non potevano vivere la loro fede senza partecipare all’Eucarestia domenicale. Affermano, davanti al tribunale che li sta giudicando per questo “reato”, che un cristiano non può esistere senza la Messa. La Messa non è quindi una pratica che si può tralasciare. La Messa “fa” il cristiano. Nasce da lì, da quell’incontro con Gesù risorto dai morti vissuto in compagnia dei fratelli. La Messa è la fonte della fede. Un padre della chiesa diceva che tutto quello che era stato Gesù nella sua vita terrena è passata nei Misteri, cioè nei sacramenti, in special modo nell’Eucarestia. Questo vuol dire che se uno vuole incontrare Gesù e godere della sua salvezza può farlo partecipando alla Messa.

Senza la Messa l’incontro con Gesù può avvenire attraverso un’emozione, una meditazione, una riflessione. Sarebbe sempre e solo un ricordo di Lui, anche se forte. Nella Messa, invece, abbiamo l’incontro vivo, attuale con Gesù, il Vivente che si fa presente a noi.

Il Vangelo di Giovanni ce lo dice chiaramente quando racconta il giorno della resurrezione. La mattina le donne vedono il sepolcro vuoto e “la sera di quel giorno, il primo della settimana” Gesù appare agli Apostoli riuniti nel Cenacolo. Non c’era Tommaso. È importante questa annotazione: Tommaso non ha avuto il privilegio di un’apparizione tutta sua. Se voleva incontrare Gesù doveva essere presente quel giorno lì. “Otto giorni dopo” Gesù riappare di nuovo, ancora nel primo giorno della settimana. Questa volta anche Tommaso vede Gesù risorto. Se voi proseguite la lettura del vangelo, leggerete l’ultima apparizione di Gesù quando invita i suoi amici a mangiare il pesce che avevano pescato.


Tre sono quindi i punti che il vangelo sottolinea. Il primo è che Gesù appare vivo il giorno dopo il sabato, un normalissimo lunedì, che i cristiani chiameranno Kiriachè dominicus, giorno del Signore. Poi che Gesù appare sempre quando sono riuniti i fratelli. Infine che Gesù mangia con loro. Questi tre elementi ci parlano della domenica come giorno nel quale incontriamo Gesù nel modo del tutto intimo e fraterno come quello di una cena tra amici.

Non partecipare all’Eucarestia domenicale non è semplicemente un “saltare la Messa” come di solito si confessa, ma perdere l’occasione d’oro di incontrare Gesù insieme ai fratelli e di riceverlo nelle propria vita come una potenza e una risorsa che ci fa vivere gioiosamente la nostra fede. il Vangelo annota che “i discepoli gioirono al vedere il Signore”. La gioia della fede la troviamo nella Messa.

La Messa poi nutre la nostra fede, la fa crescere. Chi non partecipa all’Eucarestia ha una fede denutrita e quindi tutti i virus del mondo la possono intaccare perché non ha le difese per proteggersi. Poi diventa faticoso vivere la vita di tutti giorni e scompare dal nostro viso la gioia dell’incontro con il Signore. Che ci fa il mondo di cristiani tristi? Può mai convertire un cristiano che non ha incontrato il Signore dal “vivo”? la sua fede sarà una semplice credenza e non una freccia appuntita.
A questo proposito vi racconto una piccola storiella:
due boscaioli lavoravano nella stessa foresta ad abbattere alberi. Tutti e due erano robusti e avevano una grande esperienza di quel lavoro. C’era però una differenza nel loro modo di lavorare; il primo lavorava febbrilmente senza interruzione dall’alba al tramonto, sfinendosi. Anche il secondo lavorava con impegno, ma ogni tanto faceva una sosta. Al tramonto, il primo boscaiolo non credeva ai suoi occhi: “non riesco proprio a capire! Come hai fatto ad andare così veloce se ti sei fermato tante volte?”. L’altro sorrise: “Hai visto che mi fermavo ogni ora. Ma quello che non hai visto è che approfittavo della sosta per affilare la mia ascia”.
La domenica i cristiani si fermano per affilare l’ascia della fede per poi, ritemprati, riprendere il cammino della vita e della testimonianza evangelica con più vigore. Il consiglio che vi do come pastore non è solo quello di non perdere mai la Messa domenicale, ma per quanto vi è possibile, di partecipare anche a quella quotidiana.
 Domande per l’approfondimento:
  • Vai con regolarità all’incontro con Gesù la domenica?
  • Partecipi alla Messa nella tua parrocchia? Se no, perché?
  • Vai da solo o con la tua famiglia?
  • Chi va alla messa quotidiana condivida con i fratelli la sua esperienza. 

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