martedì 9 novembre 2010

Didattica di Gesù II parte 08/11/2010.

Catechesi sulla “Didattica di Gesù” secondo incontro.

Ieri sera come annunciato si è tenuta la seconda parte della catechesi, iniziamo questo breve riassunto per gli assenti partendo dal primo punto:
-         Gesù maestro citava spesso l’Antico Testamento. La Parola è piena di citazioni di Gesù relative all’Antico Testamento, così facendo Gesù mostrava a tutti che quello che stava scritto si compiva e soprattutto si compiva attraverso di Lui, Gesù rappresenta dunque l’ultimo passaggio del compimento delle scritture.
Dobbiamo anche ricordarci che Gesù con le sacre Scritture si è formato fin da fanciullo vi ricordate quando smarrito venne ritrovato che parlava al tempio con i saggi e di cosa parlava se non delle scritture… e noi quando parliamo con i nostri fratelli ci capita a volte di citare qualche passaggio delle scritture?? capita a volte di sentire dei predicatori che parlano come bravi psicologi ma non citano le scritture!! capita spesso di partecipare a ritiri o incontri e non portare con se la Parola…… se noi perdiamo dimestichezza con la Parola dopo qualche tempo diventa quasi noiosa, difficile da capire quasi come se non ci parlasse più.
Quindi se vogliamo trasmettere ciò che Gesù ha trasmesso a noi DOBBIAMO avere dimestichezza con la Parola.
-         Gesù maestro esagera i confronti i paragoni, anche questi casi sono presenti nella Parola quello che mi viene in mente è il caso del ricco epulone ed il povero Lazzaro, Lazzaro in questa parabola non è solo povero (condizione che a quei tempi ma anche ora è una cosa quasi normale) ma è anche pieno di piaghe, malconcio, anela le briciole…. In poche parole rappresenta la povertà e l’abbandono in senso assoluto. Altro esempio la trave e la pagliuzza, anche qui esempio volutamente esagerato. Questi esempi però per la loro “esagerazione nei confronti” suscitarono curiosità, stupore, attenzione  e sono arrivati fino a noi con lo stesso valore e significato (ricordo anche il cammello e la cruna). Nella nostra didattica utilizziamo questa tecnica??
-         Gesù maestro educa utilizzando dei simboli, Samuele ci ha fatto l’esempio di come venivano stipulati dei patti nell’antichità dove si spezzava una mattonella e si consegnava un pezzo a ciascun membro del patto, quel frammento era un promemoria la riunione dei frammenti la controprova. Con l’utilizzo dei simboli Gesù richiamava altre cose altri significati o valori che a parole semplici o utilizzando termini specifici non rendevano la stessa idea molti sono gli esempi ma quello che mi è piaciuto di più è la vite e i tralci. Gesù è la vite alla quale noi come tralci siamo attaccati e come tali diamo i nostri frutti per le nostre capacità/potenzialità ma guai a staccarci dalla vite perché chi è di campagna sa che fine fanno i tralci secchi… se avessimo voluto esprimere lo stesso concetto senza fare questo utilizzo di simboli avremmo dovuto dire……. Chi vuole lasci un commento libero. Ma la cosa importante è che Gesù con l’utilizzo dei simboli parlava a tutto il cervello alla parte razionale e a quello emotiva.
-         Gesù maestro utilizza gesti simbolici che provengono dalla scrittura ad esempio la storia del profeta Osea al quale Dio dice: “Va', prenditi in moglie una prostituta e abbi figli di prostituzione, poiché il paese non fa che prostituirsi, allontanandosi dal Signore» (Os 1,2).
Osea, obbediente al Signore, trova e sposa una prostituta, una donna di nome Gomer, che partorisce tre figli: solo il primo è detto specificamente figlio del profeta” e così via. Dov’è il simbolo usato da Gesù? La prostituta rappresenta il popolo di Dio (Israele)che si vende al miglior offerente, Osea ne è lo sposo… per chi vuole approfondire ci sono molti passaggi interessanti ma quello che mi piace di più è quello dove nonostante i tradimenti lo sposo riscatta la sposa e le mostra tutto il suo amore….. «Amerò Non-amata e a Non-mio-popolo dirò: Popolo mio» (Os 2,23)”.
-        Gesù maestro utilizza anche propri gesti simbolici eclatanti come la lavanda dei piedi (roba da servi) e la moltiplicazione dei pani (come un nuovo Mosè), oppure la guarigioni di sabato (proibite) come tutte le attività. L’ultimo gesto è la sua morte il giorno di Pasqua a dimostrazione che Lui è il vero agnello sacrificale. Noi utilizziamo dei gesti simbolici…. Durante la serata sono emersi degli esempi “comunitari” che riguardavano tutte quelle attività o comportamenti che tendono a rompere gli schemi ma sempre come unico obbiettivo l’amore e la fraternità in Gesù.
-        Gesù maestro fornisce modelli autentici, cioè non porta se stesso sempre come esempio ma utilizza modelli reali del tempo visibili, riconoscibili, tipo la povera vedova che da solo due soldi ma se vediamo bene è tutto quello che ha…. Con questo Gesù da una bella botta a chi sentendosi magnanimo dava solo il superfluo… e come ha detto Samuele quella vedova rappresentava la Chiesa vedova del suo sposo (Gesù) che nel tempo dell’attesa doveva dare tutto….Noi utilizziamo modelli concreti reali?? Credo di si perché capita sempre più spesso che intervengono nelle svariate attività della parrocchia testimoni reali e vengono di certo ascoltati meglio e di più.
-        Gesù maestro faceva quello che diceva…….. Gesù metteva in pratica con i fatti la sua predicazione. Gesù amava veramente, perdonava veramente, ascoltava veramente, soffriva veramente. Nella Parola spesso si legge che Gesù ammaestrava le folle con autorità con efficacia perché lui le cose di cui parlava le aveva vissute e quando riesci a parlare di cose vere vissute non vacilli.
Bene concludo dicendo che ci sono molti spunti da sfruttare come “compiti a casa” tipo sottolineare tutti i punti sopra elencati che troviamo nella Parola ecc..
Per concludere però vi voglio dire che Samuele al termine della catechesi ha promosso una bellissima preghiera un’invocazione dove che voleva poteva chiedere al Padre aiuto per superare gli ostacoli che impediscono spesso di essere buoni portatori della Parola di Gesù…. Vi lascio con la mia “ per me che parlo sempre di comunità e poi scopro di stare bene da solo, Padre aiutami”.
Luca

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