martedì 22 gennaio 2013

“L’UOMO E LA FEDE”


Sansepolcro                                                                                                                                           19/01/2013

 

“L’UOMO E LA FEDE”

Enzo Bianchi  - Priore della Comunità Monastica di Bosè

 

*      FEDE = FIDUCIA

La fede è un’attitudine dell’uomo. Nelle difficoltà del mestiere di vivere, comprendiamo che la “fede” è una realtà umana costitutiva. Come la ragione è un atto umano,  così anche la fede è un’operazione umana, tanto che non ci può essere umanizzazione certa là dove non c’è fede.

Non si può essere realmente umani senza aver fiducia, non si può vivere senza fidarsi di nessuno! Noi, a differenza degli animali, nasciamo incompleti; gli animali, subito dopo la nascita, sono pronti, si rendono subito indipendenti dalla madre . Noi al contrario, abbiamo bisogno di tempo, di anni, per essere autonomi; abbiamo fin da subito, bisogno di qualcuno in cui riporre la nostra fiducia.

Del resto è stato dimostrato come il feto, fin dalla sua vita intrauterina, crede in sua madre. Il bambino per crescere deve sentire che è voluto; alla base di gravidanze interrotte, a volte, c’è la mancanza di “desiderio” di maternità da parte della donna. Quindi fin da neonati noi mostriamo la nostra propensione all’attaccamento fisico; il bambino nasce urlando, pertanto sentiamo immediatamente il bisogno di essere toccati per essere rassicurati da coloro che saranno i depositari della nostra fiducia: i nostri genitori. Se non troviamo questa fiducia noi non cresceremo bene e porteremo per sempre una ferita.

Domandiamoci: cos’è che cambia davvero in un ragazzo che passa dall’essere un bambino ad essere adulto?

Che in questo momento dovrebbero essere i genitori a riporre fiducia in lui, quella stessa fiducia che il figlio da sempre ha riposto in loro.

Con il fidanzamento e poi con il matrimonio, si continua a fare un “atto di fede” verso l’altro…si continua a dire “mi fido di te”; non si potrebbe mai pensare ad un progetto comune senza fidarsi totalmente dell’altro. Al giorno d’oggi purtroppo aumentano le convivenze perché i giovani non riescono ad essere fedeli al per sempre! Stando così le cose la fede diventa un iperbole!

Se non riusciamo ad avere fede su chi vediamo e viviamo tutti i giorni, come possiamo avere fede, credere, in un Dio invisibile? Ce lo ricorda anche la Parola di Dio nella 1° Lettera di Giovanni :    

 “ Chi dice;’ Lo conosco’, e non osserva i suoi comandamenti, è un bugiardo e in lui non c’è verità!”.   (1 Gv 2, 4)

Quindi ad esempio se uno dice di essere cristiano ma non ripone fiducia e non è caritatevole con il fratello che gli sta accanto tutto il giorno come può dire di credere a Dio ? E’ un bugiardo, la sua fede è una idolatria, perchè non mette in pratica la Parola di Dio.

*      LA FEDE E’ UN DONO DI DIO

Solo Dio può dare la fede. Se c’è la fede come esercizio umano di fiducia in Dio, allora Esso può concederla, ma se non c’è terreno fertile, se il nostro cuore non è predisposto a fare un atto di fiducia e non vi è in noi  nessuna intenzione di credere, allora Dio non può donarci la fede.

La verità è questa; la fede cristiana è un’adesione a Gesù Cristo, a qualcuno che con la sua vita umana raccontava Dio. Dobbiamo pertanto cercare di avere fiducia nella vita e nel prossimo altrimenti non possiamo credere in Dio. Per i primi cristiani Gesù era davvero colui che insegnava a credere; Colui che ha tracciato il modello della fede. Siamo figli del Padre buono e fratelli del grande pedagogo, Gesù Cristo. Noi cristiani dobbiamo seguire la traccia che Lui ci ha lasciato, vivendo la fede come lui l’ha vissuta!

 

*      GESU’ UOMO AFFIDABILE

Gesù nella sua vita terrena, come ci raccontano i Vangeli, insegnava con autorità. Questa autorevolezza non veniva dalla sua divinità, ancora non vi era nulla in Lui di divino. Era un Rabbì come tanti altri, ma Lui , a differenza degli altri, era autorevole, era conforme nella sua vita, a ciò che professava. Non c’era divisione tra ciò che diceva e ciò che faceva. Non ha mai detto una parola che non corrispondesse a ciò che faceva quotidianamente. Era coerente, viveva ciò che diceva!

Pertanto, la prima qualità di chi dice di essere credente , è l’essere una persona affidabile.

 

*      GESU’ UOMO CONDISCENDENTE

Gesù raggiungeva l’altro là dove si trovava e iniziava a parlare sempre ponendo una domanda, quindi non asserendo delle verità, ma ponendo delle domande e mettendosi accanto all’altro per camminare insieme a loro. Gesù dava fiducia all’altro fino a raggiungerlo dove lui era e soprattutto, NON HA MAI ESCLUSO NESSUNO. Amava i ricchi e i poveri, gli stranieri , gli uomini iniqui, i peccatori come i malati e condivideva la tavola con loro. Gesù sapeva creare uno spazio di accoglienza con chiunque incontrava. Non ha mai incontrato un malato perché era malato, o l’anziano perché anziano o , ancora, il peccatore perché peccatore; no , Lui incontrava “l’uomo “ e la “donna”  visti come fratello e sorella e basta, poi li conosceva cercando con loro una relazione faccia a faccia.

 

*      GESU’ CERCA  DI DESTARE LA FEDE

Quando a Gesù gli portavano i malati, lui per prima cosa cercava in loro la fede. Sovente nei Vangeli si trovano espressioni come “… và la tua fede ti ha salvato” oppure “ donna davvero grande è la tua fede”, frasi che ci testimoniano che è la fede che porta alla guarigione; è la fede che guarisce. In questo tempo di crisi , anche nella fede, dobbiamo chiedere continuamente a Dio Padre più fede e fiducia. Più ci esercitiamo nella fede, più la custodiamo, più la portiamo agli altri e più cresciamo noi stessi nella fede. I cristiani mettono al centro della loro vita la fede.

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