lunedì 22 ottobre 2012

Approfondimento Insegnamento 196.


  CELLULE DI EVANGELIZZAZIONE                                   196° INSEGNAMENTO
“L’ESEMPIO DI GESU’”


COME PREGARE?
La risposta viene da Gesù che è il nostro unico Maestro di preghiera.
Luca 11,1-2  “Al mattino Gesù si alzò quando era ancora buio e uscito di casa si ritirò in un luogo deserto e là pregava. Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo tutti gli dissero: « Tutti ti cercano». Gesù si trovava in un luogo a pregare quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Egli disse loro: «Quando pregate, dite: "Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno”».”

Gli apostoli erano abituati a vedere Gesù che pregava, che di notte saliva in montagna o che si alzava all’alba per pregare. Un giorno gli chiedono: “Signore insegnaci a pregare”.

Si inizia a pregare sempre perché si è stimolati dall’esempio di qualcuno che prega.
Il complimento più bello che ho sentito fare ad un prete: “se cerchi don Renato, lo trovi sempre davanti al Tabernacolo”.
Nella foto il bambino imita il padre in preghiera dopo la Comunione.

Gli apostoli erano incuriositi nel vedere Gesù pregare, perché la sua preghiera era sicuramente diversa da quella dei farisei e dei discepoli di Giovanni. La preghiera di Gesù era speciale, perché era uno stare davanti al Padre cuore a cuore e poi c’era la luce; Gesù quando si metteva in preghiera emanava luce da tutti i pori, come una lucciola che si vedeva anche di notte, è per questo motivo che gli apostoli rintracciavano Gesù quando pregava perché s’illuminava. L’evangelista Luca dice che un giorno Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse in un monte e mentre pregava il suo volto cambiò d’aspetto e le sue vesti divennero splendide e candide.

LA PREGHIERA CI ACCENDE

Anni fa nel mio giardino avevo piantato un ulivo ed altre piante e mi accorgevo che questo ulivo cresceva nella cima più velocemente delle altre piante. Io ero orgoglioso, convinto di essere un vero giardiniere, un giorno venne a trovarmi un giardiniere e gli faccio vedere l’ulivo e lui mi dice che stava soffrendo. L’ulivo è una pianta eliofila, sta crescendo in altezza perché supera l’ombra del giardino per cercare la luce.
Noi siamo come l’ulivo, siamo degli esseri eliofili, cerchiamo la luce perché viviamo in questo mondo ottenebrato, non possiamo vivere, noi che siamo stati creati ad immagine di Dio, nelle tenebre. La cima del nostro spirito tende in alto, cerca la luce.
Mi piace usare un altro sinonimo della preghiera “venire alla luce”, quando io prego vengo alla luce, nasco alla luce. Quando noi preghiamo cerchiamo dei luoghi raccolti in penombra, perché si accenda in noi questo desiderio di luce….Dickenson “poiché ignoro quando verrà l’alba apro tutte le mie porte”.
Quando diciamo di non avere tempo per pregare, non eliminiamo delle cose nella nostra giornata ma “rubiamo tempo al sole”, come faceva Gesù.

La preghiera non è solo un bisogno, ma anche una necessità, non solo bisogno di luce ,ma anche necessità di fuggire le tenebre. Le parole più pressanti che Gesù fa sulla preghiera è in riferimento alla tentazione, alla tristezza … “ Gesù giunto sul luogo disse loro:«Pregate per non entrare in tentazione», poi alzatosi dalla preghiera si alzò e li trovò che dormivano per la tristezza e disse loro: «Perché dormite, alzatevi per non entrare in tentazione».”

La strada della preghiera è necessaria per fuggire le tenebre del male degli spiriti che ci accerchiano.

Teofane recluso scrive ad una sua figlia spirituale e parla dell’attacco degli spiriti ad una persone e quando questa persona è nella luce gli spiriti vanno via perché sono accecati, ma quando questa persona è nelle tenebre si trovano a casa e la persona è vinta… “L’anima è luminosa e le potenze delle tenebre non possono guardarla temendone la luce, le rivolgono lo sguardo solo quando comincia ad ottenebrarsi. Corrono dappertutto e quando notano un’anima che si oscura, subito tutt’insieme le si gettano addosso e cominciano a sbatterla di qua e di là, nascono allora i pensieri, i desideri passionali e l’agitazione dei sentimenti. Questo ambiente tumultuoso è il luogo dove i demoni si stabiliscono intorno all’anima e cominciano ad agitarla come fa il vento con la polvere tentano di avvicinarsi anche alle anime luminose, ma vengono attratte e colpite dai raggi della luce come da frecce perché loro sono tenebre e vengono accecate dalla luce.”

Se non preghiamo rimaniamo nelle tenebre e tutto quello che facciamo di santo è ottenebrato. Pensate al nostro servizio, la nostra testimonianza, la nostra evangelizzazione, quando facciamo tutto ottenebrato diventiamo uggiosi oltre che incapaci di raggiungere lo scopo.
Percorriamo questa strada necessaria e fuggire le tenebre pregando.

La preghiera è un’arma nella nostre mani.

I Padri della chiesa, San Giovanni Crisostomo, descriveva la preghiera con queste immagini: “la preghiera per il cristiano è come il muro per la città, la spada per il soldato, il porto per la tempesta, il bastone per quelli che zoppicano.”
L’arma della preghiera per fuggire le tenebre.

Vi auguro che diventiate come il gufo che è la creatura di Dio che ci insegna a pregare, questi occhi grandi che si aprono nella notte, spalancati nella notte. Che i vostri occhi siano spalancati, aperti a Dio come gli occhi del gufo e, che questi occhi diventino sempre più grandi, più aperti per fissare senza distrazione Dio che non ci perde mai di vista.


 Domande per l’approfondimento:
·        Preghi ogni giorno?  Perché non ci riesci?
·        Quando e dove preghi?
·        Prova a prendere l’impegno di ritagliarti nell’arco della giornata, in un luogo tranquillo, un momento per dialogare con Gesù.

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