CELLULE DI
EVANGELIZZAZIONE 196° INSEGNAMENTO
“L’ESEMPIO DI GESU’”
COME PREGARE?
La risposta viene
da Gesù che è il nostro unico Maestro di preghiera.
Luca 11,1-2 “Al
mattino Gesù si alzò quando era ancora buio e uscito di casa si ritirò in un
luogo deserto e là pregava. Simone e quelli che erano con lui si misero sulle
sue tracce e, trovatolo tutti gli dissero: « Tutti ti cercano». Gesù si trovava in un
luogo a pregare quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore,
insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Egli
disse loro: «Quando pregate, dite: "Padre, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno”».”
Gli
apostoli erano abituati a vedere Gesù che pregava, che di notte saliva in
montagna o che si alzava all’alba per pregare. Un giorno gli chiedono: “Signore
insegnaci a pregare”.
Si inizia a pregare sempre perché si è
stimolati dall’esempio di qualcuno che prega.
Il
complimento più bello che ho sentito fare ad un prete: “se cerchi don Renato,
lo trovi sempre davanti al Tabernacolo”.
Nella
foto il bambino imita il padre in preghiera dopo la Comunione.
Gli apostoli erano
incuriositi nel vedere Gesù pregare, perché la sua preghiera era sicuramente
diversa da quella dei farisei e dei discepoli di Giovanni. La preghiera di Gesù era speciale, perché era uno stare davanti al Padre cuore a cuore e
poi c’era la luce; Gesù quando si metteva in preghiera emanava luce da tutti i pori, come una lucciola che si vedeva anche
di notte, è per questo motivo che gli apostoli rintracciavano Gesù quando
pregava perché s’illuminava. L’evangelista Luca dice che un giorno Gesù prese
con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse in un monte e mentre pregava il
suo volto cambiò d’aspetto e le sue vesti divennero splendide e candide.
LA PREGHIERA CI ACCENDE
Anni fa nel mio
giardino avevo piantato un ulivo ed altre piante e mi accorgevo che questo
ulivo cresceva nella cima più velocemente delle altre piante. Io ero
orgoglioso, convinto di essere un vero giardiniere, un giorno venne a trovarmi
un giardiniere e gli faccio vedere l’ulivo e lui mi dice che stava soffrendo.
L’ulivo è una pianta eliofila, sta crescendo in altezza perché supera l’ombra
del giardino per cercare la luce.
Noi siamo come l’ulivo,
siamo degli esseri eliofili, cerchiamo la luce perché viviamo in questo mondo
ottenebrato, non possiamo vivere, noi che siamo stati creati ad immagine di
Dio, nelle tenebre. La cima del nostro
spirito tende in alto, cerca la luce.
Mi piace usare un altro
sinonimo della preghiera “venire alla luce”, quando io prego vengo alla luce,
nasco alla luce. Quando noi preghiamo cerchiamo dei luoghi raccolti in
penombra, perché si accenda in noi questo desiderio di luce….Dickenson “poiché
ignoro quando verrà l’alba apro tutte le mie porte”.
Quando diciamo di
non avere tempo per pregare, non eliminiamo delle cose nella nostra giornata ma
“rubiamo tempo al sole”, come faceva Gesù.
La preghiera non è
solo un bisogno, ma anche una necessità,
non solo bisogno di luce ,ma anche necessità di fuggire le tenebre. Le parole
più pressanti che Gesù fa sulla preghiera è in riferimento alla tentazione,
alla tristezza … “ Gesù giunto sul luogo disse loro:«Pregate
per non entrare in tentazione», poi alzatosi dalla preghiera si alzò e li
trovò che dormivano per la tristezza e disse loro: «Perché dormite, alzatevi per non entrare in
tentazione».”
La strada della
preghiera è necessaria per fuggire le tenebre del male degli spiriti che ci
accerchiano.
Teofane recluso
scrive ad una sua figlia spirituale e parla dell’attacco degli spiriti ad una
persone e quando questa persona è nella luce gli spiriti vanno via perché sono
accecati, ma quando questa persona è nelle tenebre si trovano a casa e la
persona è vinta… “L’anima è luminosa e le
potenze delle tenebre non possono guardarla temendone la luce, le rivolgono lo
sguardo solo quando comincia ad ottenebrarsi. Corrono dappertutto e quando
notano un’anima che si oscura, subito tutt’insieme le si gettano addosso e
cominciano a sbatterla di qua e di là, nascono allora i pensieri, i desideri
passionali e l’agitazione dei sentimenti. Questo ambiente tumultuoso è il luogo
dove i demoni si stabiliscono intorno all’anima e cominciano ad agitarla come
fa il vento con la polvere tentano di avvicinarsi anche alle anime luminose, ma
vengono attratte e colpite dai raggi della luce come da frecce perché loro sono
tenebre e vengono accecate dalla luce.”
Se non preghiamo rimaniamo nelle tenebre e
tutto quello che facciamo di santo è ottenebrato. Pensate al nostro servizio, la nostra
testimonianza, la nostra evangelizzazione, quando facciamo tutto ottenebrato
diventiamo uggiosi oltre che incapaci di raggiungere lo scopo.
Percorriamo questa
strada necessaria e fuggire le tenebre pregando.
La preghiera è un’arma nella
nostre mani.
I Padri della
chiesa, San Giovanni Crisostomo, descriveva la preghiera con queste immagini:
“la preghiera per il cristiano è come il muro per la città, la spada per il
soldato, il porto per la tempesta, il bastone per quelli che zoppicano.”
L’arma della
preghiera per fuggire le tenebre.
Vi auguro che
diventiate come il gufo che è la creatura di Dio che ci insegna a pregare,
questi occhi grandi che si aprono nella notte, spalancati nella notte. Che i
vostri occhi siano spalancati, aperti a Dio come gli occhi del gufo e, che
questi occhi diventino sempre più grandi, più aperti per fissare senza
distrazione Dio che non ci perde mai di vista.
Domande per
l’approfondimento:
·
Preghi
ogni giorno? Perché non ci riesci?
·
Quando
e dove preghi?
·
Prova a
prendere l’impegno di ritagliarti nell’arco della giornata, in un luogo
tranquillo, un momento per dialogare con Gesù.
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