mercoledì 23 maggio 2012

PENTECOSTE 2012


PENTECOSTE    2012         ANNO  B

            1a Lettura:  Atti  2, 1-11           2a Lettura:.Gal5, 16-25           Evangelo:  Gv 15, 26-27; 16, 12-15      

     “Sono venuto a gettare fuoco sulla terra e vorrei davvero che fosse già acceso!” (Lc 12, 49). Il fuoco di    Dio, il fuoco dello Spirito è il fuoco del cespuglio, che vampa senza bruciare, che brucia e non consuma. E’ fiamma ardente ma che non distrugge, scopre in noi la verità e disseppellisce l’amore. E’ il fuoco nel modo in cui Dio apparve a Elia sul monte Oreb, quando questi riconobbe che Dio non era nel vento gagliardo ma nella brezza leggera. Lo Spirito Santo accende sempre il suo fuoco, fiamma leggera, silenziosa, carica di forza salvifica. Arde ancora, oggi, nella Chiesa questa fiamma?  (J.Ratzinger: Vieni, Spirito Creatore).

Pentecoste è la festa del 50° giorno, la Festa delle Settimane. Celebrata dagli ebrei sette settimane dopo la Pasqua, era all’inizio la festa della Mietitura. Con la festa di Pasqua e quella del Raccolto o delle Capanne era una delle feste con l’obbligo del pellegrinaggio al santuario del Signore. Da feste agricole all’inizio, le due prime, in seguito diventano “memoriale” delle grandi tappe della storia della salvezza: la Pasqua della liberazione dall’Egitto, la Pentecoste del dono della Legge (Torah) sul Sinai (Es 19).   Atti 2, 1-11, richiamano proprio i fatti dell’Esodo. In ambedue i testi (Es 19 e Atti 1), troviamo gli elementi caratteristici delle teofanie (manifestazioni di Dio): lampi e tuoni, fragore e vento e fuoco; l’Alleanza fondata sulla Legge mosaica al Sinai, il dono dello Spirito Santo (terza Persona della Santissima Trinità) e la sua azione potente nel cuore dei presenti al Cenacolo. Al Sinai la voce uscì in settanta lingue (numero dei popoli della terra) dice Rabbi Johanan. Al Cenacolo gli apostoli parlano varie lingue. Il v.4 pare contraddire i  vv.6 e 11. Si tratta di miracolo delle lingue o di miracolo dell’udito? Varie sono le interpretazioni, tenuto conto anche che gli scritti biblici non ci tramandano una cronaca storica. Una cosa è certa: la Comunità cristiana, in opposizione a Babele, assumerà tutte le culture e le lingue degli uomini unificando quello che Babele aveva disgregato.                 Ma come sono andate realmente le cose? .
    Più che chiederci che cos’è avvenuto esattamente nel giorno di Pentecoste a Gerusalemme, dovremmo porci un’altra domanda: Cosa vuole dirci Lc con questo racconto? Qual è il messaggio che ci trasmette? Al capitolo 1, 8 dice: “Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme”. Al capitolo 2,4 vediamo che la promessa si adempie: Tutti furono colmati di Spirito Santo”. Erano proprio quelli che avevano abbandonato Gesù nella passione e ora proclamavano coraggiosamente in mezzo alla folla che Gesù è il Signore e Salvatore e annunciavano con franchezza le grandi opere di Dio.
Questo è il messaggio che Lc ci lascia:  II dono dello Spirito Santo è il compimento della promessa di Gesù
                                                                 Lo Spirito promesso come forza dall’alto opera nella storia degli uomini.
lo Spirito Santo è il dono del risorto alla Chiesa, perché sia sua testimone e capace di portare la buona novella al mondo (cf 4, 31).
 Lc mostra anche quali sono le disposizioni per ricevere lo Spirito Santo. “Gesù   ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre” e ancora: “Erano perseveranti e concordi nella preghiera” (1,14). L’attesa, che si può associare anche con il ‘desiderio’; la concordia, la perseveranza nella preghiera sono i requisiti per ricevere il dono dello Spirito Santo, per trasformare il nostro cuore e le nostre Comunità in Cenacolo, con Maria la Madre di Gesù e nostra.      
                 
     Evangelo.:  Gv  15, 26-27;    16, 12-15
Nel discorso di addio, Gesù parla cinque volte della promessa dello Spirito Santo (14,16-17;  14, 25-26;  15, 26-27;  16,7;  16,12-15). Troviamo la terza e la quinta promessa nella liturgia di questa domenica:
15,26. Il Paraclito è l’avvocato difensore (in sede di giudizio). Nel giudaismo è chiunque intercede presso Dio a favore degli uomini. Nella sua prima Lettera (1Gv 2,1) Gv applica la parola “Paraclito” al Cristo glorioso. Paraclito significa anche ‘consolatore’. Quando Gesù ritorna al Padre, invia il “Consolatore”, lo Spirito di verità.
    In Gv lo Spirito. Santo ha il ruolo di assistere i credenti.  La sua attività consiste nella funzione di:
  * insegnare  *rendere testimonianza a Gesù  *svolgere il suo ruolo di accusatore nei confronti del mondo
La seconda e la quinta promessa riguardano la missione d’insegnamento, dello Spirito Santo, la terza sottolinea il suo ruolo di testimone.  Gv ha dato grande importanza al tema del Paraclito come difensore di Gesù. I versetti 26-27 infatti, sono inseriti in un contesto di odio e di persecuzione (cf. 15,18-25 e 16,1-4). E’ in un contesto di ostilità che lo Spirito di verità esplica il suo ruolo. Con la forza dello Spirito Santo anche i discepoli di Gesù saranno suoi testimoni quando saranno citati in tribunale e perseguitati. Dal seno della Trinità lo Spirito Santo che proviene dal Padre, è mandato da Gesù per essere tra gli uomini testimone del Figlio. (Qui opera tutta la Trinità).E l’azione dello Spirito Santo consiste nel preservare i discepoli dallo scandalo (=dalle cadute) nel momento della prova, nel confermarli nella fede e illuminarli nel dubbio per testimoniare in favore di Gesù, accoglierlo e credere in Lui. Quella dello Spirito Santo è un’azione interiore. 
v.27   da principio…. può essere interpretato dall’inizio della vita pubblica di Gesù, ma anche alla luce del Prologo di Gv  (1,1), cioè dall’eternità.
16,12-15:  le molte cose…sono la piena comprensione che lo Spirito darà del Cristo sino alla fine dei tempi   Non una dottrina nuova quindi, ma una comprensione più profonda del mistero di Gesù, della sua vita, delle sue opere, delle sue parole, la piena comprensione della sua persona e del suo messaggio.

     Lo spirito di verità  è una guida sicura che conduce i discepoli alla verità tutta intera. Il verbo greco (hodégein) contiene “hodos “via (cf.14,5-6).Gesù, il Figlio è la “via”; lo Spirito di Gesù, della verità che è Gesù, è il “cammino”, farà camminare, non verso ma in tutta la verità. La verità non è una meta da raggiungere, ma un ambito di vita in parte già offerto e donato. In Gv la verità è Gesù e lo Spirito deve far penetrare fino al cuore di questa verità e farla scoprire in pienezza: sono tutte le ricchezze di vita della parola di Gesù che lo Spirito svela alla chiesa e ai credenti. Come il Figlio non parla da se stesso, ma dice quello che ha appreso dal Padre (8,26.38), così lo Spirito dirà quello che ha udito dal Figlio e dal Padre. La rivelazione è una: parte dal Padre, opera attraverso il Figlio e termina nello Spirito Santo.
     Vi annuncerà nel senso che svelerà, interpreterà (sogno, profezia).

   Le cose future…farà comprendere gli avvenimenti alla luce della morte e resurrezione di Cristo. Farà scoprire in tutto le tracce del piano divino (Atti 20,27). Darà il senso cristiano della storia, farà vedere tutti gli avvenimenti alla luce della rivelazione. Compito dello Spirito è far penetrare nel cuore dei credenti il messaggio di Gesù e farlo vivere. E’ Gesù stesso che continuerà a parlare ai suoi discepoli, ma in modo nuovo e interiore tramite lo Spirito.
V.14  Gesù è stato glorificato dopo aver dato il boccone a Giuda(13,31ss).

   Prenderà del mio   Lo Spirito S. glorificherà in noi il Figlio, prendendo ciò che è suo: la sua comunione con il Padre e comunicandola a noi. Trasmetterà a noi la stretta comunione con il Padre per introdurci in questa comunione e farci diventare veramente figli nel Figlio (17,22-23). C’è un crescendo (14, 16-17). lo Spirito sarà presso di voi: in Gesù che era con loro; poi: lo Spirito sarà con voi, infine lo Spirito sarà in voi. “Non con la potenza, né con la forza, ma con il mio Spirito” (Zc 4,6). E’ l’augurio che ci facciamo per questa prossima Pentecoste.
        
  SALMO RESPONSORIALE 103  (104)   Rit.  Manda il tuo Spirito Signore a rinnovare la terra. Alleluia

Benedici il Signore anima mia! Sei tanto grande Signore mio Dio!
Quante sono le tue opere Signore! Le hai fatte tutte con saggezza;la terra è piena delle tue creature. Rit.

Togli loro il respiro: muoiono,  e ritornano nella loro polvere.
 Mandi il tuo spirito, sono creati , e rinnovi la faccia della terra.  Rit.

Sia per sempre la gloria del Signore;  gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,  la mia gioia è nel Signore. Rit


Preghiamo: O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo. Te lo chiediamo nel nome del Signore nostro Gesù Cristo che è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli.  Amen.


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