ASCENSIONE DEL SIGNORE
At 1,1-11 Sal 46 Ef
4,1-13 Mc 16,15-20
“ Gesù disse agli Undici:” Andate
in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni
creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà
condannato. Questi saranno
i segni che accompagneranno quelli
che credono: nel mio nome scacceranno demoni, parleranno lingue nuove,
prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro
danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno”
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
Una piccola riflessione prima di iniziare.
Negli anni ’50 uscì un film dal titolo “ Dio ha bisogno degli uomini” che
narrava la vita di un missionario che aveva speso la sua vita operando in
un’isola sperduta del Pacifico. Ricordo che qualcuno reagì un po’
scandalizzato:” Ma è
l’uomo che ha bisogno di Dio, non viceversa!....Invece è proprio così: il
Signore si vuol servire degli uomini per continuare la sua opera di salvezza
iniziata durante la sua vita terrena: è questo il significato, l’inizio del
mistero della Chiesa. Forse quando si parla della Chiesa, il nostro pensiero si focalizza su
alcune immagini, su alcuni aspetti esteriori con i quali si presenta la vita
ecclesiale nel nostro tempo. Le letture che ci offre la liturgia di questa
domenica, ci aiutano a comprendere quale sia l’origine, la natura profonda e la missione di
questo grande mistero che è la Chiesa, voluta, istituita e donata da Gesù a tutta
l’umanità per portare tutti gli uomini alla salvezza.
Le letture della solennità dell’Ascensione, sono strettamente legate. Ne esamineremo
brevemente il Vangelo; il Salmo responsoriale e la I lettura.
Vangelo:Dopo la resurrezione di Gesù, c’è ancora tra gli Undici un clima
di paura,sgomento, incertezza e di incredulità per cui ricevono un rimprovero
da parte di Gesù ( vedi
v. 14 ). Ma ora ecco le “ultime parole di Gesù ai suoi: “Andate…” è il verbo
della missione apostolica che non è più limitata ai confini della Palestina e
neppure ai soli figli di Israele, ma estesa a tutto il mondo e diretta a tutte
le creature “Proclamate il Vangelo a ogni
creatura…”proprio come aveva fatto il Cristo iniziando il suo ministero (Mc
1,14). Devono perciò in primo luogo ripetere il suo messaggio di salvezza: ora
che hanno acquistato la piena fede nel Risorto, ne renderanno partecipi tutti gli uomini senza eccezione:
“ogni creatura…”.
“Chi crederà…”: la predicazione apostolica non ha per scopo la formazione
delle intelligenze, ma la salvezza delle anime mediante la partecipazione al
mistero di Cristo, ci deve essere cioè, una piena adesione non solo dell’intelligenza,
ma anche della volontà e del cuore; e la fede va completata con il rito esterno
del Battesimo; per esso l’uomo che ha già aderito con l’ubbidienza al messaggio
evangelico, esprime la sua volontà di rinnovarsi interiormente in Cristo inserendosi nel
mistero salvifico della morte e resurrezione di Gesù Cristo.
I segni derivanti da poteri
straordinari o carismatici dei quali cristo si era servito per confermare la
sua predicazione; ora estende tale potere a tutti i credenti, purchè lo pratichino nel suo nome.
Il versetto 19 costituisce il centro della nostra pericope: dopo aver
dato l’avvio alla missione apostolica, Gesù ci viene presentato assunto in
cielo per ricevervi quella signoria
su tutti gli uomini che gli apostoli dovranno proclamare.
Questo mistero della glorificazione di Gesù nella sua umanità santa è
espresso qui con l’immagine dell’assidersi alla destra di Dio (cfr.Sal 110,9);
“Fu elevato” un verbo questo che vuol
dire: preso su, assunto; ad una persona assunta
per un lavoro gli
viene per prima cosa assegnato un posto, il luogo dove egli possa eseguire il
suo lavoro; il posto di Gesù è alla destra del Padre.
Essere alla destra di un re vuol
dire regnare con, avere gli stessi poteri; il posto dell’erede che già regna
con il Padre. Questa
identità di Gesù affermata in questo versetto è il coronamento di quello che in
tutto il suo vangelo Marco ci vuol rivelare “..il sacerdote lo interrogò
dicendogli: “Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?. Gesù rispose: Io lo
sono! E vedrete il
Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del
ciolo”. (vedi Mc 1,1.11; 13,11; 15,2.26.32.38 ).
Da questo posto il Cristo come Signore esplica la sua funzione regale,
dirige ma è anche con coloro che predicano, continua la sua opera operando con loro. Ora gli
Apostoli che hanno potuto assistere a questo straordinario avvenimento, ne
possono essere veramente testimoni: “Iddio lo ha costituito Signore e Cristo”
(At 2,34-36) proclamerà Pietro il giorno di Pentecoste.
Il versetto
conclusivo (v.20), descrive, in poche parole, l’esecuzione del mandato del
v.15. Ricordando la situazione dei discepoli anche dopo la Resurrezione , situazione di smarrimento
e di “incredulità e durezza di cuore” (v.14), ora ci sorprende la loro determinazione a mettere
subito in atto l’ordine di Gesù. Senza accennare alla venuta dello Spirito,
lEvangelista Marco ci mostra gli Undici che portano il messaggio in ogni luogo.
La sua preoccupazione è quella di affermare che, nella loro attività missionaria, gli Apostoli e dopo di
essi la Chiesa di tutti i tempi, possono
contare sulla presenza, invisibile ma efficace, di Gesù vivente in cielo con
tutta la sua potenza di Signore (Kirios) e Re. Egli infatti congiunge la sua
“energia” di risorto con l’attività dei suoi umili messaggeri :“agiva insieme”.
Anche il Salmo responsoriale sottolinea come
l’ascensione di Cristo costituisce la sua intronizzazione regale per assumere
il possesso e il potere che gli spetta. L’immagine esprime così una verità:
Cristo risorto giunge
nell’ascensione alla glorificazione celeste, alla sua condizione di Signore
dell’uomo, del mondo e della storia; ha cioè preso possesso dell’universo che
egli “riempie” e “ricapitola” (Ef 1,10;
4,10 ) nella sua realtà di re.
Ora esaminiamo la I lettura: At 1,1-11
“Nel mio primo racconto, o
Teofilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino
al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli
che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo…
Riceverete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di
voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra”- Detto questo, mentre lo
guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi”.(vv.1-2.8-9)
Il libro degli “Atti degli Apostoli” è opera di Luca e nella sua
introduzione egli lo collega al “suo primo libro”, cioè al Vangelo di Luca
stesso; ad esso infatti si collega strettamente nel pensiero teologico e nella
sequenza della narrazione.
E’ da notare soprattutto la presenza dello Spirito Santo spesso menzionata da
questo Evangelista . Lo Spirito Santo appare come colui nel quale si attua il
legame tra il signore risorto, che sta per lasciare definitivamente i suoi, e
la chiesa apostolica
che nello Spirito riceverà la forza di testimoniare fino ai confini della
terra; e sarà proprio lo Spirito che guiderà gli sviluppi
missionari della Chiesa, garantendo che i passi da essa compiuti ( in
particolare l’apertura al Vangelo dei pagani espressione dell’ universalità senza limiti a cui è
destinato il messaggio evangelico ), saranno veramente l’attuazione del
programma del Risorto. Il racconto dell’Ascensio, così come è presentato in
questo brano di Luca, ha dunque lo scopo di costituire la premessa per introdurre il
tempo della Chiesa, che è tempo di attività di testimonianza fondata sugli
apostoli.
La seconda lettura ( Ef
4,1-13 ) così si conclude: “…Egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad
altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e
maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di
edificare il corpo di Cristo, finchè arriviamo tutti all’unità della fede e
della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la
misura della pienezza di Cristo”.
Con queste parole dell’apostolo Paolo, tutti ci sentiamo destinati a
compiere un compito specifico nella Chiesa per essere, ognuno nella propria
vocazione, costruttori di quel Corpo di Cristo del quale ciascuno è pietra viva.
Il mistero dell’Ascensione ricorda la presenza attiva di Cristo glorioso
nella sua Chiesa, ed il bisogno che egli ha di noi per rivelarsi al mondo,
finchè egli venga.
“L’Ascensione di cristo è la
nostra esaltazione, e quanto più si elevò la gloria del capo, tanto più è stimolata la speranza del
corpo, perciò rallegriamoci, dilettissimi, con degna letizia ed esultiamo nel
rendere grazie. Oggi non solo siamo stati confermati possessori del paradiso,
ma in Cristo siamo anche penetrati nelle sublimità dei cieli, acquistando, per l’ineffabile grazia di
Cristo, più di quanto avevamo perduto per l’invidia del diavolo. Infatti,
coloro che il velenoso nemico aveva cacciato dalla felicità della prima dimora,
il Figlio di Dio, incorporandoli a sé, li ha collocati alla destra del Padre, con cui vive e regna
nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen” ( dai
discorsi di S: Leone Magno, papa )
Salmo responsoriale:
Popoli tutti battete le mani !
Acclamate Dio con grida di gioia,
perchè terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.
Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni.
Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.
PREGHIAMO: Esulti di santa gioia
la tua Chiesa, o Padre per il mistero che celebra in questa liturgia di lode,
pichè nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi,
membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro
capo, nella gloria. Amen.
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