martedì 6 marzo 2012

Approfondimento insegnamento 187.


Diocesi di Città di Castello                                                                                         Parrocchia di San Giustino

CELLULE DI EVANGELIZZAZIONE
                                        187° INSEGNAMENTO
La fatica di seguire Gesù
 
 

 


Questo insegnamento non avrei potuto farlo ad ottobre, quando abbiamo ripreso il cammino delle cellule, ma ora che siamo quasi a metà anno, quello che vi dico può essere utile.
Voglio parlarvi della fatica di seguire Gesù. È una condizione legata alla nostra esistenza. Dice il salmo:”Gli anni della nostra vita sono settanta, ottanta per i più robusti, ma quasi tutti sono fatica, dolore; passano presto e noi ci dileguiamo”(89,10). Eppure Dio vede la nostra fatica come un merito. Sorvola tutte le volte che ci va liscia, e punta invece il suo sguardo tutte le volte che con sudore continuiamo a seguirlo e a obbedirgli:”Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua costanza, per cui non puoi sopportare i cattivi… Sei costante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti”(Apocalisse 2,2).

La fatica riguarda anche la fede? molti vedendo che credere costa fatica pensano di non avere la fede, oppure l’abbandonano. I giudei domandano a Gesù: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato» (Giovanni 6,28-29).
La fede è un’opera. Il termine greco per dire opera (ergon) significa anche “fatica”, “lavoro”, dice, cioè, il carattere impegnativo della fede che si attua nell’affidamento totale di tutta la vita alla volontà di Dio.

La cosa più bella è sapere che per il Signore anche questa fatica non è vana. Ha cioè un valore, un incredibile valore. Scrive Paolo ai cristiani di Corinto:”Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, prodigandovi sempre nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.” (1Corinti 15,58)
Paolo parla dell’opera della fede come un faticare. Anche nella fede si fatica? Nella famiglia si fatica, al lavoro si fatica… con Dio si fatica. C’è qualcosa che si può fare senza fatica?
Ognuno ha la sua fatica, le sue fatiche strutturali, congenite e contingenti. Domandati: qual è la tua fatica più grande?
~       La fatica di uscire dalla pigrizia, dall’indolenza…
~       La fatica di donarmi agli altri, di aprirmi agli altri, di perdonare gli altri…
~       La fatica della lotta contro il maligno, contro le tentazioni.
~       La fatica del salire in alto, di crescere davanti alla lusinga di accontentarsi.
~       La fatica della vita fraterna, dello stare insieme ai fratelli, di condividere.
~       La fatica di pregare, di leggere la Scrittura, di andare tutte le domeniche alla Messa.
~       La fatica di ….
Tutto questo, dice la Bibbia, non è vano se vissuto con il Signore, per il Signore. Sì, perché c’è anche una fatica senza il Signore che è allora un’inutile fatica. È quella di Pietro che risponde a Gesù: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti» (Luca 5,5). Un conto è faticare con Gesù e un conto faticare senza di Lui.

Dal momento che non possiamo non faticare, prendiamo esempio dalla fatica di Gesù. C’è un brano nel vangelo di Marco dove si racconta una giornata tipo di Gesù:
“Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise a insegnare. E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, la suocera di Simone era a letto con la febbre. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li servì. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni. Al mattino presto si alzò quando era ancora buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.» (Marco 1,29-39)

Per tutta la giornata Gesù sta davanti agli uomini e ascolta i loro bisogni. La mattina presto si alza. Quindi Gesù ha anche dormito. Poco, però. Leggo questo vangelo e sento la stanchezza di Gesù. Gesù è certamente spossato, ma non stressato. Infatti non dice agli apostoli: “lasciatemi in pace”, ma “andiamocene altrove a predicare”. Cosa lo rigenera? Accosto questo vangelo a quello che viene raccontato al cap 6:

“Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed Egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un pò». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose” (Marco 30,34)

Da dove prende Gesù tutta questa energia? Il vangelo dice che è la compassione a rigenerarlo. È talmente tanta la compassione che Gesù ha nel cuore che si dimentica della sua stanchezza e di quella dei suoi discepoli.
Bada bene che Gesù non è un iperattivo, è semplicemente un IPERINNAMORATO.
Quando si è riposato Gesù? Poche ore sulla croce. L’hanno fermato con la forza, ma anche in quella posizione impossibile Gesù ha amato e ha avuto compassione dei suoi aguzzini:”Padre perdona loro…”
Ora in cielo si riposa? Nemmeno, perché è tutti i giorni con noi, fino alla fine del mondo!

Calo questo vangelo nella nostra vita quotidiana. L’antidoto alla stanchezza non è prendersi un periodo di riposo, ma avere più compassione. Solo la compassione riposa.
Non chiediamo al Signore il riposo dagli impegni, chiediamo il riposo della compassione.
Ricordiamoci: se noi possiamo stancarci, il male non si stanca mai. L’instancabilità di Gesù si misura su questo dato poco considerato: il diavolo non si riposa mai.

Domande per l’approfondimento:


  • Qual è la tua fatica più grande? Perché? È una fatica recente o ti accompagna da tanto?
  • Ti condiziona? Ti ostacola nel cammino della fede e nell’evangelizzazione? Cosa ti impedisce di superarla?
  • Dove trovi ristoro e ricarica?

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