martedì 31 gennaio 2012

Lectio da Citerna.


IV DOMENICA  DEL  TEMPO  ORDINARIO   Anno B

Deuteronomio 18,15-20   1Corinzi 7,32-35   Marco 1,21-28 

Abbiamo iniziato questo tempo ordinario dell’anno liturgico con la chiamata dei primi discepoli a seguire Gesù e in queste domeniche ci viene come svelata la sua persona che tutti siamo chiamati a seguire.
In questa quarta domenica Gesù viene a noi nell’episodio del vangelo narrato da Marco mettendosi sulla scia, sul solco degli antichi profeti, cioè di coloro che parlano a nome di Dio e di cui la prima lettura ci dà uno spaccato, è infatti il capitolo del libro del Deuteronomio riguardante proprio i profeti.                       
Il Signore mi rispose: Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. (Dt 18,17-18)  E’ con questo “fondale” che riusciamo a comprendere meglio il volto di Gesù maestro dipinto per così dire dall’evangelista Marco.
Notiamo subito che c’è però una differenza sostanziale tra i profeti dell’antico testamento e Gesù, infatti mentre essi parlarono a nome di Dio, Gesù è la stessa Parola di Dio. Alcuni passi del nuovo testamento ci illuminano su questo:
Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio…(Ebr 1,1-2)
…perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da Te e hanno creduto che Tu mi hai mandato…(Gv 17,8)
Io non ho parlato da me stesso, ma il Padre che mi ha mandato mi ha ordinato Lui di cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me. (Gv 12,49-50)
Gesù parla dunque con una forza e un’efficacia uniche com’è scritto ancora nella lettera agli Ebrei al cap 4,12:,
La parola di Dio è viva ed efficace……ed è la stessa persona di Gesù.
E’ scritto ancora nel vangelo di Giovanni: Mai un uomo ha parlato così  (Gv7,46) e nel vangelo di Luca:
..tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo. (Lc 19,48)
E’ detto che Gesù possiede un insegnamento nuovo perché c’è un cambio di qualità rispetto all’insegnamento del tempo, proprio degli scribi,cioè degli esperti della legge che  pretendevano un’autorità  derivata solo dal loro sapere.   Quello di Gesù è invece un insegnamento efficace, una parola che diventa fatto concreto come la parola pronunciata da  Dio che nel primo capitolo della Genesi crea dal nulla:  Dio disse: Sia la luce. E la luce fu.(Gn 1,3) e che ritroviamo nel salmo 33: Egli parla e tutto è fatto, comanda e tutto esiste.
E’ dunque un insegnamento nuovo non tanto perché è qualcosa di inedito o sorprendente, ma perché, come in uso nel linguaggio biblico, richiama una realtà perfetta, compiuta, definitiva. Pensiamo al vino nuovo, al comandamento nuovo  che troviamo appunto nel nuovo testamento.
In queste poche righe del brano di Marco per ben quattro volte ricorre la parola insegnare:
Gesù insegnava ( v21 )
Erano stupiti del suo insegnamento ( v22)
Insegnava loro come uno che ha autorità (v22)
Un insegnamento nuovo (v27)
Tradotto  dal verbo greco didasκω (didasco da cui didachè, che è il testo scritto del primo insegnamento degli apostoli), il verbo insegnare in Marco è riservato solo a Gesù perché Egli è l’unico Maestro e noi siamo tutti discepoli.
Vediamo il testo del Vangelo più da vicino.
Gesù di trova a Cafarnao che sarà il centro della sua attività in Galilea e si dice che entra nella Sinagoga nel giorno di sabato. Se leggiamo il brano di Luca 4, 16 notiamo che  Gesù entra secondo il suo solito, la sua consuetudine nella sinagoga, compie dunque un’azione ordinaria per inaugurare però  un tempo straordinario attraverso la sua presenza. Marco ci dice, che è sabato, il giorno del riposo per il popolo ebreo, dedicato all’ascolto della Legge e alla sua spiegazione, e Gesù operando in questo giorno, in cui si viveva “da sempre” questa prassi liturgica il miracolo della liberazione da uno spirito impuro, vuole inaugurare il sabato definitivo  in cui tutta la creazione raggiunge il fine per cui è stata pensata da Dio stesso, cioè  una comunione profonda con Lui.
Nella sinagoga Gesù insegnava come uno che ha autorità….la parola greca che traduce autorità è exousia (exusia), cioè potere ed è riservata solo a Dio, solo Dio infatti fa quello che dice come dicevamo della creazione.
Durante questa riunione sinagogale in cui Gesù insegna, uno spirito impuro esce allo scoperto e grida a Gesù: Che vuoi da noi….sei venuto a rovinarci?
Gesù è la Verità come ci dice l’evangelista Giovanni e quando parla spesso inizia così: In verità in verità vi dico; il demonio che è definito, sempre da Giovanni, “padre della menzogna” non può che uscire allo scoperto per difendersi, sentendosi attaccato, come stanato.
Marco vuole così evidenziare la portata dell’insegnamento di Gesù. Nella sua parola, nella sua persona, il cielo, la santità, la verità irrompono e l’inferno, il male, la menzogna vengono attaccati e distrutti. Lo spirito impuro riconosce infatti la santità di Gesù: Io so chi tu sei: il Santo di Dio.
Gesù sembra rispondere con un altro grido che è un imperativo: Taci! Esci da lui!  La letteratura rabbinica parla degli esorcismi del tempo che avevano formule lunghe, strane e complicate.
Ed ecco invece l’autorità, il potere di Dio all’opera in Gesù con un solo comando.
Possiamo accostare a questo imperativo pronunciato da Gesù l’altro che chiama alla sequela: Seguimi , cosi comprendiamo che la Parola di Gesù che ha il potere di chiamarci a seguirlo, ha lo stesso potere di sconfiggere lo spirito del male che è in noi e che ci impedisce di camminare dietro a Lui, che ci fa mettere ostacoli.
Anche noi potremmo dire : che c’è tra me e Te Signore? Sei venuto a rovinare i miei progetti? il mio modo di vivere? ……….
Gesù è la parola potente di Dio che come ha creato il mondo e dirige la storia, così entra nel nostro cuore e nella nostra vita per illuminarla. E’ la parola di verità che restituisce l’uomo a se stesso secondo il progetto di Dio, liberandolo dal male e facendolo libero per il bene, capace di amare come è amato.





Salmo responsoriale

Venite,cantiamo al Signore
Acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a Lui per rendergli grazie
a Lui acclamiamo con canti di gioia.

Entrate: prostrati adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
E’ Lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che Egli conduce.

Se ascoltaste oggi la sua voce!
“Non indurite il cuore come a Meriba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere”.




Preghiamo
O Padre, che nel Cristo tuo Figlio ci hai dato l’unico maestro di sapienza
e il liberatore delle potenze del male, rendici forti nella professione  della fede,
perché in parole e opere proclamiamo la verità e testimoniamo la beatitudine
di coloro che a Te si affidano.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…….

Nessun commento:

Posta un commento