Diocesi di Città di Castello
Servizio di pastorale giovanile
Parrocchie di S.Giustino e
S.Lorenzo
Comunità Paolo
CELLULE PARROCCHIALI DI EVANGELIZZAZIONE
Foglio per l’approfondimento
183 ° INSEGNAMENTO
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Riferimenti
Biblici : Atti 17,30; Mc 7; Ap 3,15-16; Gv
21,15; Mt 25,40
Stanno
togliendo tutte le luci degli addobbi dagli alberi e dalle finestre. Le feste
natalizie sono passate, ritorna il buio! Per noi cristiani invece la luce che
si è accesa il giorno di Natale brilla ancora nella nostra vita. Cristo Gesù è
la Luce che ha illuminato le nostre tenebre. Una domanda: per noi il buio è il
nostro passato o può ritornare ad essere il nostro presente? Può la nostra vita
ricadere nella notte delle tenebre dell’ignoranza (Atti 17,30)?
Tutto
dipende da come conserviamo viva la nostra fede. La fede è l’olio che alimenta la luce.
Come sta la
nostra fede?
Dopo la
festa del Natale si fa la cura dimagrante. Tutti cercano di smaltire le calorie
accumulate con i cenoni. Ognuno si accorge che il giro di vita è aumentato e
corriamo ai ripari: ginnastiche, digiuni forzati, ecc… se queste premure ed
attenzioni l’avessimo anche per la nostra fede, diventeremmo santi in quattro e
quattr’otto. Ma non è così.
Con la fede
occorre fare il contrario di quello che facciamo per il troppo cibo ingerito:
non dimagrire dunque, ma ingrassare. Succede spesso che le feste invece di
nutrire la fede, la riducano al lumicino. La fede quando non si nutre si ammala
e poi muore. Vediamo se la nostra fede è ammalata e misuriamone la temperatura.
È fredda? Tiepida? Calda? Caldissima?
Il
termometro della fede funziona al contrario di quello che misura l’influenza.
Con la fede si sta male quando la temperatura è bassa. Nel termometro della
fede sono scritte queste temperature: fredda, tiepida, calda, caldissima.
La nostra fede è fredda quando non si sente niente per il
Signore e viviamo tutto con superficialità. Dice Gesù ai farisei: “Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti,
come sta scritto: questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è
lontano da me” Mc 7.
La nostra fede è tiepida quando sentiamo il Signore a sbalzi.
Un momento sì e un momento no. Un giorno s’ e un giorno no. In quell’occasione
sì e in quella no. Con quella persona sì e con quell’altra no. Dice lo Spirito
alla Chiesa di Lodicea: “Conosco le tue
opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché
sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia
Bocca” Ap 3,15-16.
La nostra fede è calda quando sentiamo che il Signore è
nostro amico e lo amiamo costantemente, nonostante i nostri limiti e peccati.
Dice Gesù a Pietro, dopo che lo ha tradito per tre volte: “Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?”. Gli rispose:”Certo
Signore, tu lo sai che ti amo”Gv 21,15.
La nostra fede è caldissima quando di Lui siamo innamorati e
amiamo non solo Lui, ma anche quello che Lui ama: tutti gli uomini. Nella
parabola del giudizio finale il Re dice a quelli che stanno alla sua
destra:”Venite benedetti dal Padre mio perché ogni volta che avete fatto queste
cose a uno solo di questi miei fratelli più piccolo, l’avete fatto a me. (Mt
25,40). Perché “è impossibile aver visto
la presenza di Cristo, esserne stati toccati, senza quasi morire di
struggimento perché anche gli altri lo riconoscano. L’esperienza suprema
dell’amore all’uomo che ci troviamo accanto è quella di desiderare quella che è
stato dato a noi”(Don Giussani).
Più la
temperatura della fede è bassa, più la medicina deve essere forte.
La medicina della malattia della
fede si chiama SPIRITO SANTO.
Questa
medicina ce la offre la nostra chiesa quando nella sequenza di Pentecoste ci fa
invocare lo Spirito con queste parole:
Lava ciò
che è sporco
Bagna ciò
che è arido
Sana ciò
che sanguina
Piega ciò
che è rigido
Scalda ciò
che è gelido
Raddrizza
ciò che è sviato.
Prendiamo
la scatola dello Spirito Santo e leggiamo il foglietto interno:
INDICAZIONI:
sintomi di freddezza spirituale. Tiepidezza nella testimonianza della vita
cristiana. Apatia verso la preghiera. Antipatia verso i fratelli e le sorelle.
CONTROINDICAZIONI:
per coloro che soffrono legami con vizi e con la vita di peccato.
EFFETTI
COLLATERALI: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà,
mitezza, dominio di sé.
POSOLOGIA:
non fa male se tanta, non fa bene se è poca.
SOMMINISTRAZIONE:
per via CORdiale. Attraverso il cuore
che lo invoca sempre.
Domande
per l’approfondimento:
- Per te, il buio è il tuo
passato o può ritornare ad essere il tuo presente? Può la tua vita
ricadere nella notte delle tenebre dell’ignoranza?
- Come sta la tua fede? È fredda? Tiepida? Calda? Caldissima?
- Assumerai la medicina, Spirito
Santo ogni giorno?
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