venerdì 20 gennaio 2012

182° INSEGNAMENTO “Beati i poveri”

CELLULE PARROCCHIALI DI EVANGELIZZAZIONE
Foglio per l’approfondimento

182° INSEGNAMENTO     “Beati i poveri”

Riferimenti Biblici : Mt 5,3-12;  Lc. 6,20-26

Nel Vangelo le Beatitudini si trovano i Matteo e in Luca. Nella liturgia si leggono prevalentemente le Beatitudini di Matteo, perché rispetto a quelle di Luca sembrano più facili.

In questo 2012 la povertà sarà più vicina a casa nostra. Noi dobbiamo essere i primi a prepararci a vivere questa nuova situazione, dobbiamo cominciare a formarci per affrontare dignitosamente questa condizione.
Per combattere la guerra contro la povertà, noi abbiamo un’arma in più, potentissima! Un jet supersonico!:
la frase “BEATI I POVERI IN SPIRITO PERCHE’ DI ESSI E’ IL REGNO DI DIO”
I poveri sono beati perché possono sperimentare in modo particolare la vicinanza di Dio, la povertà li mette in quelle condizioni di apertura a Dio, che il ricco non ha. Perché quale padre se ha un figlio nel bisogno non gli sta vicino? E  quale fratello non assiste il fratello nel bisogno?
Pensi che Gesù che è tuo fratello non ti starà vicino perché sei nella povertà? Pensi che il Padre non ti sarà vicino se, tu che sei suo figlio, sarai povero?
Il mio viaggio in Africa mi ha permesso di vedere alcune persone povere, povere, povere, FELICI!
Felici perché avevano la fede e la fede faceva sì che Dio Padre e Gesù Fratello fossero vicino a loro in modo del tutto speciale, dava loro la felicità in una essenzialità estrema.
La gente in Europa si arrabbia se gli dici questo.
Non potremo più comprare biciclette da €1000, il fucile da caccia da €1000, la macchina da €15000,
avere 3 televisioni, 2 computer, 5 cellulari per famiglia, andare tutti i fine settimana d’estate al mare.
Potremo mettere il vestito bello la domenica e sempre quello, avremo un solo paio di scarpe per la domenica. Le signore avranno una sola borsa. Torneremo a fare l’orto, vedremo galline e polli intorno alle nostre case, non faremo la settimana bianca, non si andrà a Bolzano ai mercatini di Natale. Non ci sarà bisogno di tenere i negozi aperti tutti i giorni, non ci sarà più bisogno di vivere separati.
Il matrimonio costerà un decimo, così anche le comunioni faraoniche e le cresime. Non potremo comprare cucine da €10000, divani da €2000, mobili di lusso, poltrone massaggianti. Non potremo più comprare i fiori per il cimitero a grandi cifre. Non potremo avere vestiti di classe. I nostri figli non potranno permettersi concerti a €50 e nemmeno i soldi per rovinarsi la vita con la droga.
I nostri figli sono i più che ci guadagneranno da questa situazione, perché, là dove c’è l’amore e l’essenzialità si è nel contesto ottimale per la loro crescita.
Tutto questo, che potrebbe accadere, non ci fa paura, perché Gesù ha detto “beati i poveri”. La povertà diventa per noi una porta della beatitudine. La povertà non la temiamo perché non ci può separare da Cristo, anzi ci renderà Gesù più vicino. La serenità con cui vivremo questa situazione ci  renderà più lucidi e capaci di trovare strade per uscirne e per aiutare i nostri fratelli.
Noi saremo coloro che aiuteranno il mondo, la società, il paese a vivere dignitosamente questa situazione senza disperare.

Domande per l’approfondimento:


  •  Ti fa paura la povertà? A cosa rinunceresti con più difficoltà?
  • Credi che il povero è più “beato” del ricco?
  • La povertà potrebbe aiutare le persone a riscoprire i veri valori?

Insegnamento 182.


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