venerdì 9 dicembre 2011

III^ DOMENICA DI AVVENTO anno B da Citerna.


III^    DOMENICA   DI   AVVENTO          anno B

Is 61,1-2.10-11        1 Tess 5,16-24        Gv 1,6-8.19-28

Dando uno sguardo globale alle quattro domeniche di questo tempo di Avvento possiamo dire che
siamo come di fronte a una Presenza velata che si scopre pian piano e questo dovrebbe tenere desta l’attesa del cuore, il desiderio, come un attizzare il fuoco delle nostre lampade. Anche in questa domenica a guidarci nel cammino è la stessa lampada che arde e risplende , così infatti è definito da Gesù Giovanni Battista, il precursore. E’, per così dire, il “gigante” dell’avvento assieme al profeta Isaia; uno con i suoi oracoli che ascoltiamo nelle prime letture della Messa e l’altro con la sua testimonianza su Gesù che abbiamo ascoltato già la scorsa settimana nel racconto di Marco e che ascolteremo in questa domenica nel racconto di Giovanni.
La testimonianza di Giovanni ci guida nel riconoscere la presenza di Gesù.
Cosa ci dice Giovanni Battista nella sua testimonianza su Gesù?
Alle domande dei sacerdoti e dei leviti sulla sua identità risponde con delle negazioni: Io non sono il Cristo, non sono Elia, non sono il profeta, ma dice chiaramente di se stesso:io voce, solo un suono perché l’IO SONO nel vangelo di Giovanni appartiene solo a Gesù( Io sono la luce del mondo, Io sono la vera vite, Io sono la porta…..) Questo brano evangelico è il visibile punto d’incontro tra la profezia e l’evento annunciato. La profezia nella persona di Giovanni Battista fa spazio alla realtà presente nella persona di Gesù.
Io voce di uno che grida nel deserto. Se riprendiamo l’oracolo di Isaia di domenica scorsa (Is 40, 1-5.9-11 soprattutto i versetti 3,5,9) vediamo come nel Battista si concentra  la voce della profezia sulla venuta di Dio che libera il suo popolo ed è una voce che grida; infatti è scritto: gridatele, grida, gridare, alza la voce. Si può dire anche che Giovanni Battista dà voce a tutte le attese dell’umanità nel suo insieme e dei singoli cuori.
Questa sua posizione di “non essere” lo rende totalmente aperto all’attesa e all’accoglienza del Dono di Dio in Gesù e questo suo modo di esistere apre anche per altri la via alla venuta del Messia perché ne diviene allo stesso tempo annuncio e testimonianza :vv 26-27 +In mezzo a voi sta uno….Colui che viene dopo di me+
Giovanni è come proteso verso Gesù e la posizione di Gesù è proprio di stare in mezzo, è l’Emmanuele, il Dio con noi, e allo stesso tempo è il Dio che viene, il Veniente nella storia degli uomini come è scritto nell’ultimo libro della Bibbia, l’Apocalisse al cap 22 v 20: SI’ VENGO PRESTO. AMEN. VIENI SIGNORE GESU’.
Il messaggio di Giovanni Battista è quello della vicinanza di Dio e dell’imminenza della sua venuta, sembra che lo tocchi con mano e ben presto Gesù si sostituirà a lui, la voce di Gesù risuonerà al posto  di quella del Battista che tacerà.( Dirà ancora Giovanni: Lui deve crescere e io diminuire in Gv3,30)
C’è alla fine del brano evangelico una coordinata geografica molto importante ed è il v28 che ci fa capire il senso profondo di questo “passaggio di consegne” : Questo avvenne al di là del Giordano.
Il Giordano è il fiume che segna il confine della terra promessa al popolo di Israele guidato da Mosè al tempo dell’Esodo.   Giovanni è là a battezzare ma solo con acqua, mentre con Gesù ci sarà una novità fondamentale attraverso il battesimo di fuoco nello Spirito Santo come era stato detto domenica scorsa. Giovanni Battista si trova sul limitare della terra promessa  e cede la guida a Gesù il condottiero del nuovo popolo che apre la via.
Lo vediamo anche negli oracoli del profeta Isaia, sempre al capitolo 40 versetto 11( il buon pastore che guida il gregge); in Isaia 35 versetti da 8 a 10( la via aperta del popolo) che abbiamo letto nelle celebrazioni feriali.
Dunque Giovanni Battista chiede di preparare la via alla venuta di Dio, ma è anche Dio stesso che apre una nuova via su cui camminare.

Questa terza domenica di avvento è detta “domenica gaudete” cioè della gioia ed ha come colore liturgico il rosa al posto del viola proprio per significare questa gioia espressa sia nella seconda lettura “Siate sempre lieti” che nell’antifona di ingresso tratta dalla lettera di san Paolo ai Filippesi (4,4-5) “Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino.”
Lo stesso Giovanni Battista che ci sembra così austero,ci parla di gioia,quella gioia della presenza di Gesù che lo aveva fatto sussultare già nel grembo materno( ricordate l’episodio della visitazione di Maria ad Elisabetta) e che egli esprime chiaramente in Gv 3,28-30 dove continua la sua testimonianza. E’ una gioia piena, compiuta perchè è arrivato lo Sposo Gesù e l’umanità può beneficiare della salvezza di Dio. Leggiamo qui l’oracolo di Isaia della prima lettura, è questo che Giovanni vede in Gesù ed è per questo che è riempito di gioia.
Io gioisco pienamente nel Signore…perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza…..
E che cos’è questa salvezza? La leggiamo ai versetti 1 e 2 : Il Signore mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà agli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri……
Gesù stesso si approprierà di questa profezia nell’episodio alla sinagoga di Cafarnao nel Vangelo di Luca al capitolo 4 v16-19 leggendolo e commentando così : Oggi si è compiuta questa scrittura che voi avete ascoltato,come a dire,  oggi tutto questo si compie con me. Ritroviamo immagini simili in Is 35 versetti 4-6 e tutto questo è l’avvento, la venuta di Dio in mezzo al suo popolo.
La presenza di Gesù salvatore è la gioia vera che ci deve rallegrare sempre, la via che si apre per camminare in Dio e con Dio perché Dio è con noi, l’Emmanuele.



Salmo responsoriale
La mia anima esulta nel mio Dio

L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.

Ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia.


Preghiamo

O Dio, Padre degli umili e dei poveri,
che chiami tutti gli uomini a condividere la pace e la gioia del tuo regno,
mostraci la tua benevolenza
e donaci un cuore puro e generoso,
per preparare la via al Salvatore che viene.
Egli è Dio e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo
per tutti i secoli dei secoli. Amen

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