III^
DOMENICA DI AVVENTO anno B
Is 61,1-2.10-11 1 Tess
5,16-24 Gv 1,6-8.19-28
Dando uno sguardo globale alle
quattro domeniche di questo tempo di Avvento possiamo dire che
siamo come di fronte a una
Presenza velata che si scopre pian piano e questo dovrebbe tenere desta
l’attesa del cuore, il desiderio, come un attizzare il fuoco delle nostre
lampade. Anche in questa domenica a guidarci nel cammino è la stessa lampada che arde e risplende , così
infatti è definito da Gesù Giovanni Battista, il precursore. E’, per così dire,
il “gigante” dell’avvento assieme al profeta Isaia; uno con i suoi oracoli che
ascoltiamo nelle prime letture della Messa e l’altro con la sua testimonianza
su Gesù che abbiamo ascoltato già la scorsa settimana nel racconto di Marco e
che ascolteremo in questa domenica nel racconto di Giovanni.
La testimonianza di Giovanni ci
guida nel riconoscere la presenza di Gesù.
Cosa ci dice Giovanni Battista
nella sua testimonianza su Gesù?
Alle domande dei sacerdoti e dei
leviti sulla sua identità risponde con delle negazioni: Io non sono il Cristo,
non sono Elia, non sono il profeta, ma dice chiaramente di se stesso:io voce, solo un suono perché l’IO SONO
nel vangelo di Giovanni appartiene solo a Gesù( Io sono la luce del mondo, Io
sono la vera vite, Io sono la porta…..) Questo brano evangelico è il visibile
punto d’incontro tra la profezia e l’evento annunciato. La profezia nella
persona di Giovanni Battista fa spazio alla realtà presente nella persona di
Gesù.
Io voce di uno che grida nel deserto. Se riprendiamo l’oracolo di
Isaia di domenica scorsa (Is 40, 1-5.9-11 soprattutto i versetti 3,5,9) vediamo
come nel Battista si concentra la voce
della profezia sulla venuta di Dio che libera il suo popolo ed è una voce che
grida; infatti è scritto: gridatele, grida,
gridare, alza la voce. Si può dire anche che Giovanni Battista dà voce a
tutte le attese dell’umanità nel suo insieme e dei singoli cuori.
Questa sua posizione di “non
essere” lo rende totalmente aperto all’attesa e all’accoglienza del Dono di Dio
in Gesù e questo suo modo di esistere apre anche per altri la via alla venuta
del Messia perché ne diviene allo stesso tempo annuncio e testimonianza :vv
26-27 +In mezzo a voi sta uno….Colui che
viene dopo di me+
Giovanni è come proteso verso
Gesù e la posizione di Gesù è proprio di stare in mezzo, è l’Emmanuele, il Dio
con noi, e allo stesso tempo è il Dio che viene, il Veniente nella storia degli
uomini come è scritto nell’ultimo libro della Bibbia, l’Apocalisse al cap 22 v
20: SI’ VENGO PRESTO. AMEN. VIENI SIGNORE GESU’.
Il messaggio di Giovanni Battista
è quello della vicinanza di Dio e dell’imminenza della sua venuta, sembra che
lo tocchi con mano e ben presto Gesù si sostituirà a lui, la voce di Gesù
risuonerà al posto di quella del
Battista che tacerà.( Dirà ancora Giovanni: Lui deve crescere e io diminuire in
Gv3,30)
C’è alla fine del brano
evangelico una coordinata geografica molto importante ed è il v28 che ci fa
capire il senso profondo di questo “passaggio di consegne” : Questo avvenne al di là del Giordano.
Il Giordano è il fiume che segna
il confine della terra promessa al popolo di Israele guidato da Mosè al tempo
dell’Esodo. Giovanni è là a battezzare ma solo con acqua,
mentre con Gesù ci sarà una novità fondamentale attraverso il battesimo di
fuoco nello Spirito Santo come era stato detto domenica scorsa. Giovanni
Battista si trova sul limitare della terra promessa e cede la guida a Gesù il condottiero del
nuovo popolo che apre la via.
Lo vediamo anche negli oracoli
del profeta Isaia, sempre al capitolo 40 versetto 11( il buon pastore che guida
il gregge); in Isaia 35 versetti da 8
a 10( la via aperta del popolo) che abbiamo letto nelle
celebrazioni feriali.
Dunque Giovanni Battista chiede
di preparare la via alla venuta di Dio, ma è anche Dio stesso che apre una
nuova via su cui camminare.
Questa terza domenica di avvento
è detta “domenica gaudete” cioè della gioia ed ha come colore liturgico il rosa
al posto del viola proprio per significare questa gioia espressa sia nella
seconda lettura “Siate sempre lieti” che nell’antifona di ingresso tratta dalla
lettera di san Paolo ai Filippesi (4,4-5) “Rallegratevi sempre nel Signore, ve
lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino.”
Lo stesso Giovanni Battista che
ci sembra così austero,ci parla di gioia,quella gioia della presenza di Gesù
che lo aveva fatto sussultare già nel grembo materno( ricordate l’episodio
della visitazione di Maria ad Elisabetta) e che egli esprime chiaramente in Gv
3,28-30 dove continua la sua testimonianza. E’ una gioia piena, compiuta perchè
è arrivato lo Sposo Gesù e l’umanità può beneficiare della salvezza di Dio. Leggiamo
qui l’oracolo di Isaia della prima lettura, è questo che Giovanni vede in Gesù
ed è per questo che è riempito di gioia.
Io gioisco pienamente nel Signore…perché mi ha rivestito delle vesti di
salvezza…..
E che cos’è questa salvezza? La
leggiamo ai versetti 1 e 2 : Il Signore
mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei
cuori spezzati, a proclamare la libertà agli schiavi, la scarcerazione dei
prigionieri……
Gesù stesso si approprierà di
questa profezia nell’episodio alla sinagoga di Cafarnao nel Vangelo di Luca al
capitolo 4 v16-19 leggendolo e commentando così : Oggi si è compiuta questa scrittura che voi avete ascoltato,come a
dire, oggi tutto questo si compie con
me. Ritroviamo immagini simili in Is 35 versetti 4-6 e tutto questo è
l’avvento, la venuta di Dio in mezzo al suo popolo.
La presenza di Gesù salvatore è
la gioia vera che ci deve rallegrare sempre, la via che si apre per camminare
in Dio e con Dio perché Dio è con noi, l’Emmanuele.
Salmo responsoriale
La mia anima esulta
nel mio Dio
L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia.
Preghiamo
O Dio, Padre degli umili e dei poveri,
che chiami tutti gli uomini a condividere la pace e la gioia
del tuo regno,
mostraci la tua benevolenza
e donaci un cuore puro e generoso,
per preparare la via al Salvatore che viene.
Egli è Dio e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito
Santo
per tutti i secoli dei secoli. Amen
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