CHE FRUTTI buoni e gustosi! Di Gigi Avanti (www.gigiavanti.com)
I frutti maturati sugli alberi e sulle piante sono visibili e sono destinati al nutrimento… I comportamenti delle persone sono visibili e, paragonati ai “frutti”, dovrebbero altresì essere il nutrimento delle umane relazioni… Per questo si parla dei “frutti dello Spirito”…Ma i “frutti” dello spirito maturano a patto che l’anima sia ben piantata e radicata in Dio. I nove frutti dello spirito di cui parla San Paolo, letti in ottica familiare, dovrebbero quindi rappresentare i “comportamenti” da avere nella quotidianità intra ed extrafamiliare. Nella Familiaris Consortio al numero 19 si afferma: “I doni dello Spirito sono comandamento di vita”… Come dire che occorre “ubbidire” (etimologicamente “audire”, cioè “ascoltare bene”) e di conseguenza ”mettere in attoi” nella quotidianità spicciola con modi di essere e di comportarsi improntati a:
AMORE (preferisco riceverlo o so anche donarlo…senza farlo pesare troppo con le persone che ho vicine?)
GIOIA (riesco a tradurre in sorriso – visibile - l’amore che dico e penso di avere? Sento la “gioia di credere”?
PACE (cerco di essere “persona di pace” per attenuare gli sconquassi delle inevitabili “guerriglie” quotidiane?)
PAZIENZA (so aspettare i tempi di Dio o brucio il qui ed ora nel nervosismo delle pretese e della fretta?)
BENEVOLENZA (so volere il bene del vicino senza farmi ingannare dalla stizza per quello che mi indispone?)
BONTA’ (so vivere “buone relazioni” soprassedendo all’istinto della lamentela cronica, del biasimo, del giudizio?)
FEDELTA’ (so mantenere le promesse fatte alla vita, al partner, a Dio ,,, costi quel che costi?)
MITEZZA (come la metto con l’arroganza, la prepotenza, la presunzione nei miei modi di agire e di parlare?)
DOMINIO DI SE’ (so tenere in congrua armonia il corpo con lo spirito che lo anima… moderando gli impulsi?)
E’ curioso ricordare che anche i VIZI CAPITALI erano inizialmente in numero di 9, ridotti poi a 7: superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia, accidia … a cui aggiungere “menzogna” e “paura”.
Da ricordare che rimane comunque l’invidia il peccato principe, così come afferma San Paolo riprendendo la Sapienza. “Per invidia del diavolo è entrato il male nel mondo”.
Il consiglio che ci ha dato Gigi è quello di smetterla di iniziare la giornata con uno sbuffo, lo sbuffo quotidiano è un peccato coniugale!!!. L’ohi, ohi, ohi.. non va bene, l’altro che mi sta vicino penserà… che gli ho fatto questa mattina! Iniziamo bene…..
Altro consiglio spostare l’attenzione dall’io devo…, io voglio… all’io vorrei …; cioè spostare l’attenzione da me all’altro perché l’amore sia veramente gratuito.
Ha parlato di molte altre cose ma questo è quello che più mi ha toccato.
Ciao, ciao
Luisa
“La creatura che hai al fianco è mia.
Io l’ho creata.
Io le ho voluto bene da sempre,
prima di te e più di te.
Per lei non ho esitato a dare la mia vita. Te la affido.
La prendi dalle mie mani e ne diventi responsabile.
Quando l’hai incontrata l’hai trovata amabile e bella.
Sono le mie mani
che hanno plasmato la sua bellezza,
è il mio cuore
che ha messo in lei tenerezza ed amore,
è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità,
l’intelligenza e tutte le qualità che hai trovato in lei.
Ma non puoi limitarti a godere del fascino.
Devi impegnarti a rispondere
ai suoi bisogni, ai suoi desideri.
Ha bisogno di serenità e gioia,
d’affetto e di tenerezza,
di piacere e di divertimento,
di accoglienza e di dialogo,
di rapporti umani, di soddisfazioni nel lavoro,
e di tante altre cose.
Ma ricorda che ha bisogno soprattutto di Me.
Sono Io, e non tu, il principio, il fine,
il destino di tutta la sua vita.
Aiutala ad incontrarmi nella preghiera, nella Parola,
nel perdono, nella speranza. Abbi fiducia in Me.
La ameremo insieme.
Io la amo da sempre.
Tu hai cominciato ad amarla da qualche anno,
da quando vi siete innamorati.
Sono Io che ho messo nel tuo cuore l’amore per lei.
Era il modo più bello per dirti “Ecco te l’affido
Gioisci della sua bellezza e delle sue qualità”
Con le parole “Prometto di essere fedele, di amarti e
rispettarti per la tutta la vita”
È come se mi rispondessi
che sei felice di accoglierla
nella tua vita e di prenderti cura di lei.
Da quel momento siamo in due ad amarla.
Anzi Io ti rendo capace di amarla “da Dio”,
regalandoti un supplemento di amore
che trasforma il tuo amore di creatura
e lo rende simile al mio.
E’ il mio dono di nozze:
la grazia del sacramento del matrimonio.
Io sarò sempre con voi
e farò di voi
strumenti del mio amore e della mia tenerezza:
continuerò ad amarvi
attraverso i vostri gesti d’amore”.(anonimo)
Nessun commento:
Posta un commento