giovedì 25 agosto 2011

21 Agosto 2011.


PARROCCHIA DI SAN GIUSTINO
21 agosto 2011

Is 22,19-23
Rom 11,33-36
Mt 16,13-20

"Ma voi chi dite che io sia?"

Oggi - messa conclusiva di questi nove anni da me consacrati a voi - Gesù ci pone una domanda:
Voi chi dite che io sia?
Oggi Gesù ci fa l'esame di fine corso scolastico. Lo fa a me e a voi: ci domanda se abbiamo capito chi è. 
Cosa avremmo risposto nove anni fa, ovunque eravamo, praticanti oppure no? Cosa rispondiamo oggi a Gesù? 
Se la nostra, la vostra risposta è la stessa di nove anni fa, siamo bocciati: non abbiamo incontrato Gesù in questo tempo; infatti chi lo incontra ogni volta che questo accade è convinto che fino a quel giorno non ci aveva capito nulla di Gesù, e che solo ora ne sa qualcosa.
Se la nostra risposta è oggi diversa da allora, se il Gesù di oggi è diverso da quello di nove anni fa, fosse anche solo perché ne ho più stima, allora lo abbiamo visto, contemplato, ascoltato e forse persino toccato.
Lo abbiamo visto se oggi Gesù è per noi il più bello tra i figli dell'uomo.
Lo abbiamo contemplato se è la luce più splendente; ascoltato se è a lui che lasciamo scegliere della nostra vita. Toccato se di Lui viviamo, per Lui sopravviviamo, Lui cerchiamo in tutte le cose.

Prima Gesù ci domanda cosa pensa la gente di Lui, ma poi ci fa una seconda domanda - tu cosa pensi di me?- perchè con noi vuole avere un rapporto speciale, e questo significa che non si accontenta di essere un "titolo", un "monsignore", un "presidente". Da noi vuole essere riconosciuto speciale per ciò che di Lui abbiamo sperimentato, e non per ciò che si dice in giro.

Io penso che siamo in molti a poter dire che il Gesù di nove anni fa è per noi un altro Gesù! Ovviamente lui non è cambiato e siamo noi che prima non lo conoscevamo così bene; è vero: ora non lo conosciamo più per sentito dire, ma per esperienza personale.

Io in questi nove anni ho conosciuto la potenza di Gesù: non avrei mai pensato che fosse in grado di fare meraviglie così grandi e per di più mettendo me al centro della sua struttura organizzativa! 
In questi nove anni ho conosciuto la sua misericordia per me, manifestatasi concretamente all'emergere chiarissimo delle mie miserie.
In questi nove anni mi ha donato una pazienza che non sapevo di avere e che non ho, arma fondamentale per l'evangelizzazione oggi.
In questi nove anni ci ha donato di avere un amore un po' più grande, ci ha spogliato delle paure, ci ha reso accoglienti anche verso chi era praticamente da tutti in paese giudicato e condannato.

Io parto da qui sapendo che Gesù è potente e misericordioso, perché a San Giustino me lo ha rivelato. Forse non è un caso che qui si venera la Madonna della Misericordia.

Ma chi conosce  come è strutturato il Vangelo lo sa: questa domanda segna la fine della prima parte del vangelo  e apre la seconda. Non siamo giunti alla fine della corsa ma solo ad un arrivo di tappa.
Il primo periodo Gesù lo ha dedicato a manifestarsi come "il Cristo", ora che i discepoli lo hanno detto chiaramente è giunta l'ora di fargli capire qualcosa di nuovo.
 Da oggi le "materie" che il professor Gesù insegnerà ai suoi saranno altre. Adesso che sapete chi sono ho preparato per voi un nuovo ciclo di lezioni per portarvi molto più in alto, dice Gesù.

Qualcosa di simile comincia per voi oggi. Da oggi le lezioni di Gesù hanno un nuovo argomento. Il cambio del prete non è perché cambiando materia si deve cambiare professore; infatti non è come a scuola che l'insegnante di italiano esce dalla classe durante l'ora di matematica per dare posto al laureato in quella materia. No! non è questo il motivo. Il cambio del prete è la prima lezione del nuovo corso!

Se infatti avete capito chi sono - dice Gesù -, se mi conoscete veramente un pochino, almeno quanto la più piccola delle mie unghie, allora potete attaccarvi a me con tutte e due le vostre braccia e staccarvi da colui che vi ha accompagnato alla scoperta della mia persona. 

Gesù non cambia parrocchia, Gesù è qui e ha preparato meraviglie per voi: abbiate la gioia del bimbo al primo giorno di scuola.

Da seminarista cambiavo parrocchia tutti gli anni, a Roma ho vissuto in parrocchia 2 anni, poi viceparroco a Trestina ed infine questa lunga e bella esperienza con voi. La stragrande maggioranza delle volte quando lasciavo una parrocchia  sentivo che il Regno di Dio non era riuscito ad attecchirvi quanto avrebbe dovuto e in qualche senso veniva via con me. Oggi so con certezza che io me ne vado, ma Gesù resta qui in un modo molto reale. Vi dirò di più, voi forse oggi non ci crederete, ma è un bene per voi che io mene vada, altrimenti non potrete essere consolati da Dio stesso. Sarebbe come rifiutarsi di iscriversi al secondo anno di corso per ripetere nuovamente il primo, ma senza utilità alcuna.

Vorrei dirvi quale sarà l'insegnamento che Gesù ha in serbo per voi, ma non lo conosco. Una cosa però la so: non sarà un insegnamento facile e indolore. Sarà un insegnamento che richiede fatica, forse selettivo, ma chi persevererà resterà con Gesù. Chi abbandonerà la comunità lo sa bene: metterà un velo tra lui e Gesù. L'amore è esigente e Gesù vi ama molto.

La certezza che sarà così mi è data dal fatto che ha voluto il suo servo fedele Livio a partecipare di questo nuovo pezzo di strada. Lui è da oggi il primo segno della predilezione di Dio. Credetemi, se non foste dei prediletti, non lo avrebbe scelto per voi. Pregate ogni giorno per lui affinché ne sia degno. Fatelo davvero.

Oggi fratelli miei il Signore ha curato i dettagli e niente è a caso: io non sapevo che avrei lasciato questa parrocchia il 21 agosto, giorno in cui tutta la Chiesa ricorda San Pio X, patrono della mia nuova parrocchia, l'ho scoperto solo due giorni fa.
Oggi la parola di Dio parla a me in modo quantomai esplicito e attraverso Isaia mi dice che il mio incarico presso voi è finito, me ne è tolta la grazia, il potere e che viene dato a un altro. Vi rileggo il testo della prima lettura.

«Ti toglierò la carica,
ti rovescerò dal tuo posto.
In quel giorno avverrà
che io chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkìa;
lo rivestirò con la tua tunica,
lo cingerò della tua cintura
e metterò il tuo potere nelle sue mani.
Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme
e per il casato di Giuda.
Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide:
se egli apre, nessuno chiuderà;
se egli chiude, nessuno potrà aprire.
Lo conficcherò come un piolo in luogo solido
e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre».

Questa Parola oggi è proprio per me, è a me che il profeta si rivolge e mi parla proprio dell'incarico affidatomi  nei vostri confronti. Questa parola potrebbe darmi dolore, ma invece mi colma di gioia, perché mi dice che per voi il Padre ha decretato il bene e anche che è da Dio benedetto chi viene a succedermi.

E a me cosa dice oggi la Parola: mi chiede di stupirmi dei piania di Dio, di non chiudermi nei miei miseri progetti e pensieri che taglierebbero ogni momento faticoso. Riascoltiamo Paolo

"O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!" 
Poi Gesù mi fa una promessa alla quale chiedo a tutti voi di pregare affinchè io ci creda fino in fondo e così la possa vedere realizzata:

"E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa."

Il Signore è pronto per ungermi ancora una volta con il suo santo Olio per consacrarmi ad una nuova missione. Io Signore farei volentieri il monaco, ma accetto questo tuo nuovo incarico e parto con tutto lo slancio che il tuo Spirito mi darà.
Sò che tutto il bene che farò sarà frutto del sacrificio di ognuno di voi, voi che avete accettato la mia partenza.

Una parola ai giovani, ai presenti e a quelli che sono a Madrid. Grazie di cuore, restate sempre attaccati a Gesù anche quando il mondo o il vostro peccato, - soprattutto il vostro peccato - vi consiglieranno di abbandonarlo: così facendo, tra l'altro non mancherà occasione di incontro.

Una cosa ho ancora nel cuore da dirvi, perdonatemi ma non ne posso fare a meno: dopo aver amato Gesù con tutto voi stessi amatevi immensamente fra di voi: l'amore che c'è tra voi sia conosciuto ovunque. Siate più che fratelli di sangue, siate l'impossibile per questo mondo, chi vede voi scopra Lui. 

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