Scuola di preghiera con la Bibbia 2
Cosa faremo
Vivremo un tempo di preghiera con il brano di vangelo Mc 1,2-8.
1. vivremo un tempo di preghiera per metterci alla presenza di Dio
2. leggeremo (nel senso spiegato nel primo incontro) il testo
3. faremo la nostra "meditatio" sul testo
4. sperimenteremo che questo processo conduce all' "orario"
La lettura del testo avverrà leggendo insieme il commento al Vangelo tratto da ...
Cosa intendiamo per "meditatio" e "oratio" lo vedremo più avanti.
1. Siamo alla presenza di Dio
2. Lettura del testo 3 volte
Dopo aver letto il testo tre volte vi lascio alcuni minuti per poter sottolineare nella vostra Bibbia quello che ritenete più opportuno.
Attenzione, non quello che vi ha colpito di più o quello che pensate Dio vi voglia dire attraverso questa parola. A questo momento della preghiera si sottolinea quello che ci aiuta a comprendere il testo.
Si può scegliere di volta in volta cosa sia meglio sottolineare:
- i verbi
- i soggetti
- i simboli
- gli elementi della natura
- le parti del corpo
- i luoghi
(es. Dn 3,52 ss.: decido di sottolineare gli elementi del creato. facciamolo: cosa scopriamo?
es. 1Cor 12,12-27. Sottolinerei le parti del corpo citate).
Ora leggendo il nostro testo decidete cosa sottolineare e fatelo. RIcordate, lo scopo è solo quello di impossessarsi del testo, di memorizzarlo al fine di poterlo ricordare nel proseguire della preghiera.
E' giunta l'ora di leggere qualcosa che ci aiuti a capire: lo leggiamo insieme e mi fermate ogni frase che non capite:
Il ministero di Giovanni ha un posto nel vangelo solo in quanto è il preludio voluto da Dio al suo atto salvifico manifestato nella venuta di Gesù, il Messia. La predicazione di Giovanni, infatti, riguarda uno più potente, "più forte" (1,7) che deve ancora venire.
Per costruire il quadro di Giovanni Battista, Marco fa riferimento sia al testi di Isaia (40,3) e Malachia (3,1), sia all'austero Elia che indossava un "mantello di pelo" (vestito abituale di un profeta) e una "cintura di cuoio" (2 Re 1,8).
Il ricorso all'A.T. - allo scopo di collocare la storia di Gesù nel piano della salvezza - fu un costante problema della comunità primitiva. Il riferimento alle Scritture fu una delle chiavi più importanti di cui la comunità si è servita per illuminare l'intelligenza al mistero di Gesù.
Le citazioni dell'A.T. (Mc. le colloca proprio in apertura (v.2) del suo Vangelo) per capire il presente, rientra nella prassi giudaica dell'epoca: però il modo cristiano di leggere l'A.T. si differenzia da quello giudaico.
La caratteristica di fondo della lettura cristiana sta nel fatto che l'attualizzazione delle Scritture e il compimento delle profezie sono concentrate su un personaggio e su un avvenimento decisivo: la Risurrezione. Gesù non è soltanto il maestro che istruisce i discepoli nelle Scritture; Egli è l'oggetto di cui le Scritture parlano. L'A.T. è letto a partire dalla risurrezione, cioè da un fatto, da un avvenimento realmente accaduto, e non semplicemente da una vaga speranza, promessa e mai realizzata.
Possiamo, quindi, affermare che Giovanni Battista sia nella sua vita austera che nella sua predicazione si colloca nella grande linea del profetismo veterotestamentario, ma è anche il precursore del Nuovo Testamento. Nella sua vita, Giovanni non coltiva né campi né orti, ma ricava il suo nutrimento dalla steppa, proprio come Israele, che nei suoi 40 anni di peregrinazione viveva soltanto di quel che gli offriva il deserto. Giovanni, dunque, personifica il vero Israele, che vive nel "deserto" e attende colui che dovrà venire, cioè il più forte. Tra Giovanni, il precursore, e Colui che dovrà venire esiste, dunque, una distanza infinita: "Io non sono degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali".
Giovanni predica un Battesimo di penitenza. L'abluzione rituale (cioè l'immergere nell'acqua) era una cerimonia diffusa in molte altre religioni e anche nella religione ebraica dell'epoca, ma Giovanni trasforma questo atto spesso esteriore in una scelta religiosa: per ricevere il Battesimo è necessaria la conversione del cuore per il perdono dei peccati.
Marco, poi, ha elaborato in senso cristiano la predicazione del Battista: afferma, infatti, che il dono battesimale portato da Cristo sarà lo Spirito Santo: opera già qui la teologia cristiana del battesimo.
Giovanni si presenta come la voce di colui che chiama nel deserto: chiama il popolo d'Israele a riscoprire i propri inizi, a ridiventare quel piccolo gruppo che tra mille pericoli, ma con il risolutore intervento di Dio, era riuscito a sfuggire al faraone d'Egitto e che nel deserto aveva dovuto imparare chi era, e che cosa voleva veramente Dio.
Giovanni ricordava quella fase della storia di Israele, quando il popolo nel deserto, avendo ricevuto come indicazione i soli Comandamenti, aveva seguito senza una meta precisa il suo Dio.
Ma appena Israele era giunto nella terra della promessa e dell'abbondanza concessa da Iahwé, ben presto aveva dimenticato la lezione del deserto. Aveva dimenticato che Dio non è presente staticamente in un qualche luogo, ma vuol essere oggetto di una continua ricerca e di una costante imitazione.
Israele non voleva più cercare con fatica le tracce di Dio, gli costruisce, invece, un tempio a Gerusalemme. Israele aveva dimenticato che Dio non aveva chiesto tanti sacrifici
Dopo aver letto il testo e il suo commento possiamo cominciare la "meditazio":
Ora prendo il testo e comincio a leggere quei brani della Bibbia che lo arricchiscono. E mi portano a questo punto ancora più dentro il testo.
Non possiamo che cominciare che leggendo i brani paralleli: abbiamo già detto che Mt, Mcc e Lc sono "sinottici": per la maggior parte dei brani di Marco troviamo la stessa narrazione in Mt e Lc. Andiamo a leggere la loro narrazione. Ricordiamo: Marco è il più antico dei tre.
Mt 3,1-12
Prima ancora di leggere possiamo già fare alcune considerazioni: il brano non è al capitolo 1
è consta di 12 versetti contro gli 8 di Mc
Ora sottolineano in Mt quello che dice in più di Mc.
Possiamo notare che il Battista dice molte più cose: L'attenzione al comportamento morale è molto meno sviluppata in Mc.
Quindi: a Mt interessa più che a Marco il comportamento morale e la figura del Battista.
Ma quello che ci interessa a noi è notare che a Marco interessa poco la questione morale.
Guardiamo Luca:
3,1-18
Ben 18 versetti, più del doppio. Leggiamo solo i primi 3 versetti: Luca da una grande importanza a questo evento, più che Marco
Per Marco l'evento è significativo, ma non indispensabile: è un introduzione all'evento, non l'evento.
Rileggiamo Marco e gustiamoci la sua essenzialità: il suo parlarci di Gesù senza divagare in discussioni su Giovanni Battista o su come ci si deve comportare o su chi governava al tempo di Giovanni.
Ma allora quale è l'interesse di Marco?
Leggendo aggiungiamo il nome Gesù dove si parla di lui.
Se abbiamo tempo possiamo continuare, se no smettiamo…. se possiamo continuare perché non leggere le citazioni:
Mal 3,1: Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me
Dalla lettura di Malachia possiamo capire chi sta arrivando: il Fuoco!!! Il giudice degli ultimi tempi
Is 40,1-11
Dice Isaia che colui che sta per arrivare è Dio, come un pastore buono, che viene.
Forse se avessimo meditato Mt e Luca adesso ci faremmo l'esame di coscienza… ma adesso dopo aver meditato Marco non abbiamo forse voglia di incontrare Gesù, che venga questo DIo, questo Pastore, questo uomo che ci battezza col fuoco, tanto grande che Giovanni non può nemmeno stare chinato alla sua presenza, atteso dai secoli, annunciato dai profeti?
Ora è tempo di procedere da soli: adesso che conosciamo il testo possiamo domandarci cosa vuole dire alla nostra vita, possiamo porci in ascolto della parola che Gesù in persona vuole dirci.
Meditate da soli sul testo, se volete cercate altri brani, fermatevi su altri dettagli….
Ed ecco che sicuramente da voi è nata una preghiera o una lode: questo momento si chiama "orario"
Vieni a giudicarmi Signore, vieni pure a condannarmi, non mi interessa, purchè vieni: sei troppo bello ed io ho bisogno di incontrarti.
dalla "Meditatio" è nata l'"Oratio"
Interessante!!!si scava nel profondo della conoscenza della bibbia.Sottolineando i verbi o gli articoli del brano a me viene automatica la parola Gesù!!
RispondiEliminaLeggendo e rileggendo perchè non sono abituata alla Meditatio, è un'operazione che procede all'investigazione e allo studio di una verità nascosta con l'aiuto della ragione,ed io all'inizio di questa "scuola di preghiera" ho dovuto soffermarmi perchè abituata ad aspettarmi dal testo quello che voglio io e non quello che dice!!!medito e studio.
grazie.