Scuola di preghiera con la Bibbia 1
Introduzione generale:
I cristiani non associano la preghiera alla bibbia: espediente didattico è domandare: diamo la nostra definizione di preghiera.
La preghiera come dialogo: non è un monologo. Ma se la preghiera non è un monologo allora necessita che Dio parli. Anzi, poiché Lui è più grande di me, a me spetta più ascoltare che parlare, a Lui spetta più parlare che ascoltare.
Un tale di nome Giobbe una volta si mise a pregare e per Lui pregare significava dire a Dio tante cose, mai scoltarlo. Alla fine del libro finalmente Dio interviene, quasi forzando la scena occupata dal mare di parole di Giobbe e sapete cosa fa? Gli dice: posso parlare anche io? Ascoltiamo un pezzetto di questo intervento: Gb 38. Sei così tanto sapiente che la tua preghiera è "dire a Dio", magari addirittura dargli dei consigli su come deve agire: "ti prego guarisci mia madre, dammi retta". Poi il tutto con un velo di minaccia non detta: "guarda che se no lo fai non credo più che ci sei e sei buono".
Non disse lo stesso il Signore Gesù: Mt 6,7
Ma per ascoltare ci vuole che Dio parli. ecco la Parola.
Come è possibile che i cristiani preghino senza la Parola?
Introduzione specifica:
Iniziamo a pregare con la Parola. All'inizio vi risulterà molto difficile perché non ci siamo abituati, perché abbiamo delle convinzioni che non ci fanno considerare alcune operazioni come "preghiera".
Per prima cosa quando entriamo in preghiera dobbiamo porci alla presenza di Dio.
Attenti, tutto quello che stiamo per fare non è un esercizio della nostra immaginazione, ma vero e proprio incontro con Dio.
Perché abbiamo difficoltà a crederci?
Perché ci immaginiamo che stare alla presenza di Dio sia riservato a pochi eletti, ma ascoltiamo l'apostolo Paolo: At 17,27
Poi ci immaginiamo che stare alla presenza di Dio significhi necessariamente vivere una scena come questa: Is 6,1-6.
Ma chi ci dice che stare alla presenza di Dio non significhi piuttosto: 1 Re 19,9-13
Oppure perché facciamo coincidere l'incontro con DIo con un esperienza affettiva. 1 Re 19,18-24
Perché è un vero incontro?
Perché non si svolge nel sentimento, ne nello sforzo del nostro intelletto di stabilire una connessione con Dio, ma si svolge nella "fede". Si nella fede sulla stessa parola: "Io sono con voi", "Io sarò con voi"
Primo passo:
Intanto un po di silenzio, per placare il cuore
Ci può essere il desiderio di invocare la misericordia
Questa richiesta porta poi normalmente alla lode per la misericordia del Signore.
Si può anche rapportarsi con tutte e tre le persone della SS. Trinità.
Quanto deve durare il tempo introduttivo: non c'è una regola, ma neanche fretta.
In questo tempo si può leggere un salmo o una parte di esso.
Secondo passo: leggiamo il brano della Parola
Quale leggere?
- quello liturgico
- una parte di un libro al giorno (cominciando dal Vangelo di Marco)
- non un brano a "sorte"
Quello liturgico: può essere una buona idea, oggi scelta da molti. Ma ha dei limiti:
1. i brani non sono completi, ma "sezionati", estrapolati dal contesto e quindi di difficile comprensione. Es. Lettura de l'Idiota di Dostoevskij pag. 695
2. per la comprensione del testo necessita la conoscenza di base di molti libri della Bibbia. Di tutti quelli che vengono proposti.
Lettura continuata: necessita una certa continuità, ma sarà sufficiente avere dei dati conoscitivi del solo libro che si sta leggendo. La lettura di una buona introduzione al vangelo può essere l'oggetto di un primo periodo di preghiera.
Cosa significa "leggere" la Parola?
Leggere è più che "leggere"!
Significa "comprendere".
Regola fondamentale: non si può mai dire cosa "dice a me" la Parola, senza prima sapere cosa "dice in se".
Solo dopo aver capito cosa c'è scritto posso chiedermi cosa mi vuol dire!!! Altrimenti si rischia di far dire alla parola quello che non dice.
Leggere è allora applicare la nostra intelligenza alla Parola.
Questo per noi è difficile, perché "se studio non prego e se prego non studio", ma la tradizione della Chiesa ci ha spiegato che esiste una fase della preghiera che necessita dell'applicazione della nostra mente.
Il terzo passo lo vedremo la prossima volta. Adesso concludo con il fornirvi un introduzione generale a Marco brevissima e poi con il fare insieme a voi la Lettura del Primo versetto del Vangelo di Marco
Introduzione al Vangelo di Marco
Lettura del primo versetto.
Marco 1,1
Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
E' indispensabile l'umiltà di comprare un libretto che spieghi il testo: da soli alcune cose sono impossibili da sapere.
Si scoprirà da questa lettura che:
- vangelo: l'annuncio di Gesù a tutti i popoli fatto dalla Chiesa (non è un libro ma un annuncio)
- Gesù significa Dio salva.
- Cristo non è il cognome, ma la missione
- Figlio di Dio è la natura divina di Gesù
Si scoprirà anche che la parola inizio in greco si dice "en arche" che è la stessa parola con cui inizia la Bibbia greca (dei LXX) usata dagli apostoli.
Quindi la Bibbia inizia con "In principio Dio creo il cielo e la terra" e iil Vangelo di Marco è come se segnasse "un nuovo inizio", una nuova creazione. O meglio: è l'ultima tappa della creazione di Dio che non è terminata quel settimo giorno ma che si conclude con Gesù.
Lavoro a casa: leggere in modo corsivo tutto il Vangelo di Marco ripetendo il "primo passo" ogni qual volta si è interrotta la lettura.
Sottolineare tutti i titoli dati a Gesù dal Vangelo di Marco.
BELLO!!!!!
RispondiEliminaGrazie per questa opportunita nel leggervi,vi seguirò da "Casa".pace e bene fratelli.