Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto,
dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.
Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto
e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e và nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino».
Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele.
Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea
e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: «Sarà chiamato Nazareno».
«O admirabile commercium !...»
O meraviglioso scambio! Il Creatore riceve dalla Vergine un corpo; fatto uomo, ci dona la sua divinità. Questo accadde in Betlemme di Giuda. Tutto però aveva avuto inizio a Nazaret, dove l'angelo aveva annunciato alla Vergine che avrebbe concepito un figlio e lo avrebbe dato alla luce chiamandolo Gesù (cf. Lc 1,31). Lo stesso annuncio l'angelo aveva poi rivolto a Giuseppe per prepararlo all'evento della notte di Betlemme. A Nazaret si è formata dunque la Famiglia, da cui è venuto al mondo il Figlio di Dio come Figlio dell'uomo. E a Nazaret Gesù è vissuto per trent'anni. Mistero della Santa Famiglia! ...
I popoli del mondo insieme con la Chiesa guardano all'istituzione familiare, come al futuro delle Nazioni e della Comunità ecclesiale. Essa è la culla naturale di ogni umana esistenza. Ogni uomo ha diritto di godere del calore di una famiglia, e la Chiesa è vicina con particolare affetto a quanti ne sono, purtroppo, privi. Il senso della famiglia, come quello di tutta l'esistenza, si coglie pienamente soltanto nell'orizzonte del mistero. Nessuno nasce soltanto per i suoi genitori, né solo per il mondo, come l'Apostolo ci ricorda: «Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore» (Rm 14,8).
«O admirabile commercium: o meraviglioso scambio». Nascendo dall'uomo e dalla donna, l'uomo diventa «corpo vivente». In forza della nascita tra gli uomini del Figlio di Dio, ogni uomo è chiamato in qualche modo a diventare, in Cristo, «spirito datore di vita» (1Cor 15,45). La genealogia dell'uomo passa attraverso la famiglia. L'uomo nasce come figlio dell'uomo per diventare in Cristo «figlio di Dio». Il Verbo Incarnato, come ci annuncia l'apostolo Giovanni, ci «ha dato il potere di diventare figli di Dio» (Gv 1,12).
I popoli del mondo insieme con la Chiesa guardano all'istituzione familiare, come al futuro delle Nazioni e della Comunità ecclesiale. Essa è la culla naturale di ogni umana esistenza. Ogni uomo ha diritto di godere del calore di una famiglia, e la Chiesa è vicina con particolare affetto a quanti ne sono, purtroppo, privi. Il senso della famiglia, come quello di tutta l'esistenza, si coglie pienamente soltanto nell'orizzonte del mistero. Nessuno nasce soltanto per i suoi genitori, né solo per il mondo, come l'Apostolo ci ricorda: «Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore» (Rm 14,8).
«O admirabile commercium: o meraviglioso scambio». Nascendo dall'uomo e dalla donna, l'uomo diventa «corpo vivente». In forza della nascita tra gli uomini del Figlio di Dio, ogni uomo è chiamato in qualche modo a diventare, in Cristo, «spirito datore di vita» (1Cor 15,45). La genealogia dell'uomo passa attraverso la famiglia. L'uomo nasce come figlio dell'uomo per diventare in Cristo «figlio di Dio». Il Verbo Incarnato, come ci annuncia l'apostolo Giovanni, ci «ha dato il potere di diventare figli di Dio» (Gv 1,12).
Giovanni Paolo II

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