Lunedì 11/10/2010 al posto della preghiera in cripta, per completare una parte
del corso "Giovanni" Samuele ha pensato di fare una catechesi che aveva come
obiettivo la figura di Gesù come Maestro.
il titolo era "
la Didattica di Gesù" se non mi ricordo male.
confrontare la didattica di Gesù con la didattica di un insegnate attuale
non è semplice e ancora meno semplice quando "l'insegnante" siamo noi con i
fratelli che seguiamo in questo nostro cammino.
La relazione che aveva Gesù con le persone che lo seguivano è chiara, di
certo non era distaccata (come può essere oggi), di certo non era improntata al
solo imparare cose o concetti (come può avvenire oggi) ma Gesù che oramai non ci
stupisce più era AMICO dei suoi discepoli, amico vero e tutti noi conosciamo
la bellezza assoluta della vera amicizia........ noi che maestri siamo? come ci
comportiamo con le persone del nostro oikos magari lontane dalla chiesa ????
siamo maestri che pensano solo ad autocelebrasi?? siamo maestri che danno
sfoggio come novelli Farisei della conoscenza dei precetti??? o AMIAMO i
nostri "discepoli"????.
Andando avanti Samuele ha iniziato ha spiegare il metodo con il quale Gesù
insegnava alle persone, alle folle:
- Gesù utilizzava una metodologia che partiva dalla realtà concreta del
tempo infatti quando Samuele ci ha mostrato un semplice seme molti hanno pensato
alla parabola del seminatore o al granello di senapa, vedete il metodo di Gesù
dopo più di 2000 è efficace.
Partendo dal seme passando per il pastore, il gregge, la lampada. la luce,
il sale tutte cose concrete tutte cose che i discepoli di Gesù vedevano tutti i
giorni e secondo voi dopo la morte e resurrezione di Gesù quando vedevano un
pastore a chi pensavano o casa gli riveniva in mente???? noi nella nostra
opera di maestri parliamo di cose concrete reali o di cose astratte?????
- Gesù indubbiamente conosce i pensieri e scandaglia i cuori di chiunque
eppure leggendo
la Bibbia Gesù rivolge sempre un sacco di domande a chi lo
segue domande che a volte sembrano superflue visto e considerato che i
discepoli Gesù lo hanno vissuto concretamente lo hanno avuto al loro fianco
eppure Lui domandava a loro "Perché non mi credete?" oppure "Voi chi dite
che io sia"??? perché tutte queste domande perché Gesù con queste domande
muove la coscienza della o delle persone alle quali si rivolge facendo uscire la
verità più intima. Noi che maestri siamo? quelli che hanno la verità in
tasca? quelli che parlano convinti di sapere e dire sempre la verità su tutto e
tutti?? oppure anche noi facciamo domande, poniamo quesiti in modo che il
nostro interlocutore alla fine arrivi a dire la verità da solo a raccontarla
anche con fatica ma tornando all'inizio non è così che si comporta un amico
vero???
- Gesù usava frasi "slogan" frasi ad effetto parole che rimanevano scolpite
nella mente di chi lo seguiva "chi non ha peccato scagli la prima pietra"
oppure " Amatevi l'un l'altro come io ho amato voi" frasi chiare,
immaginiamo
per un attimo i discepoli inseriti in contesti di lotte anche fraterne cosa
mai
avranno detto ??? io credo " il Maestro diceva... Amatevi l'un
l'altro....".
Noi abbiamo nel rapporto con i nostri fratelli alcune frasi slogan? a me
viene in mente il W Gesù che non è certamente mia ma quando la vedo scritta
anche al termine di sms o su una mail ecc... mi fa venire in mente la prima
persona che adoperava questa frase quasi come uno slogan ripetendolo sia in
situazioni piacevoli che in situazioni difficili...... superfluo fare nomi.
- (Matteo 25, 31 - 46)
Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli,
si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le
genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le
pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora
il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre
mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del
mondo.
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi
avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito,
malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i
giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e
ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti
abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E
quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a
uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. Poi dirà a
quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno,
preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi
avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero
forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in
carcere e non mi avete visitato. Anch'essi allora risponderanno: Signore,
quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato
o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi
dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più
piccoli, non l'avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio
eterno, e i giusti alla vita eterna".
in questo brano della bibbia l'ultimo passaggio della catechesi, l'ultima
caratteristica spiegata da Samuele lunedì sera, il modo che aveva Gesù di
ripetere le cose i concetti quasi ad imprimerle nella mente di chi anche 70
anni dopo
la Sua morte e resurrezione avrebbe avuto il compito di scrivere i
suoi insegnamenti per tutta l'umanità.
Queste righe sono il primo documento che sfrutta i nuovi mezzi di
comunicazione che non hanno niente a che vedere con l'atmosfera che si
respirava lunedì in cripta ma credo sono utili per i fratelli che erano
assenti
o che non sapevano.
Ciao Luca.